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    18
    nov.
    2010

    Questione di leadership

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    da Il Fatto Quotidiano, 17 novembre 2010Le vicende delle primarie milanesi del Pd, in attesa di quelle bolognesi e di tutte le altre se si andrà a votare prima, si possono leggere a più strati. Sul piano immediato, largamente analizzato e commentato da tutti i media o cum grano salis o sine grano ma cum partecipazione, c’è il problema del Pd e della sua segreteria nazionale che pare avere un’irresistibile vocazione tafazziana: si muovono dal centro (epicentro) e la scossa arriva subito in periferia. Che fare?

    Andiamo prima agli altri strati. Il secondo è quello della irreversibilità o reversibilità della leadership di un uomo solo, alla Berlusconi. Nel primo caso, uno come Vendola pur con tutt’altri contenuti ( e vorrei vedere, ma voglio anche vedere come va a finire quando alzerà il capino più del dovuto e quindi potrebbe scattare il cosiddetto “metodo Boffo” non necessariamente soltanto da destra…) sta seguendo il cammino di Berlusconi: un uomo solo al comando, cioè lui e tutti coloro che a lui si riferiscono. Legittimo, per carità,e comunque stiamo parlando di metodo, di forma della democrazia sub specie elettoralistica, che diventa poi per forza sostanza. Ma di questo nulla di più, essendo merce pregiata per i politologi laureati. Ma c’è anche l’ipotesi che questa storia della leadership di un uomo solo, del Berlusconi in mondovisione o di Vendola scaturito da Federico II, non sia irreversibile ma reversibile: cioè si possa pensare a una politica non legata alla persona, al personaggio, in definitiva al carisma o all’appeal solitamente centrifugato dalla tv. Immagine per immagine, in questo tipo di società (anche Saviano docet…), sembrerebbe un’ipotesi da scartare a priori.Ormai, col vento che tira, il vuoto di contenuti che c’è, i programmi simili se non confondibili, la sinistra e la destra evaporate in affari, la necessità di semplificare la politica nel politico,in una faccia che richiami un elettorato che sta scappando dalle urne (che altro è successo alle primarie milanesi, festival della democrazia rappresentativa con 67 mila votanti a 2 euro l’uno o più, meno di quel che costava vedere il derby-è vero- ma anche con minor affluenza…),pare che il berlusconismo applicato anche agli altri non abbia alternative. Ma è proprio così? E se fosse così nel futuro andremmo verso un Paese migliore anche senza il Caimano? Andremmo verso una maggiore o minore democrazia, stando così la questione della leadership sia pure confezionata su altre figure? Possiamo cominciare ad abbozzare risposte, magari sotto forma di domande retoriche: forse che non siamo ridotti così, a una politica di guscio dove la polpa sono il denaro e il potere ma per sé, proprio perché la democrazia non c’è, né nelle urne né nei partiti che costituzionalmente anche se non in esclusiva (ma tutti sembrano dimenticarselo) ne rappresentano i principali strumenti operativi? Non siamo ridotti così, al partito azienda in cui alcuni dirigenti vanno a cercarsi dividendi politici altrove da un lato, al principale partito comunista dell’Occidente nel dopoguerra che non aveva democrazia interna prima ma non ne ha o non ne ha abbastanza neppure ora che si è autonominato “democratico”? Per non parlare della “terza osteria” aperta da poco, di cui si aspetta di conoscere oltre alle intenzioni politiche esterne anche il tasso di democrazia interna? Insomma, ci ritroviamo a girare in tondo come in una giostra alla leadership di individui che fanno benissimo a meno di una democrazia a quanto pare non più indispensabile né all’interno né all’esterno della politica.Ma attenzione: se è così, dopo Berlusconi o Vendola verrà qualcun altro che ci dimostrerà operativamente che la sua leadership è più forte, e riesce a supplire anche i margini esigui di democrazia vendoliana sconosciuti nei dintorni di Arcore. Nel frattempo avremo perso ogni memoria della “vecchia democrazia” che ci sembrerà da rottamare per un “veicolo nuovo”. E’ questo che vogliamo, mentre di fronte a questo processo (degenerativo?) le primarie stanno diventando “terziarie” nemmeno avanzate ?

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