• Biografia
  • articoli
  • rubriche
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > rubriche > articoli > Indietro Savoia > Wikileaks e internet
    18
    dic.
    2010

    Wikileaks e internet

    Condividi su:   Stampa

    C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico… Come potete leggere sugli organi di stampa la storia di Wikileaks prende la via del dossier sulla legge Romani, i vantaggi del Premier, il discorso su internet. E’ una novità? No. Ne parlavano i media, almeno abbastanza perché gli italiani sapessero? No. E allora il problema non è né Wikileaks, né Assange, né i vari dossier in uscita cadenzata. Il problema siamo noi, cioè i nostri media, nel mondo e in Italia in particolare in questo caso. Adesso per cortesia leggetevi questo virgolettato.

    “ …E’ intanto una battaglia politica clamorosa in Parlamento: il cosiddetto “decreto Romani” simulando di “responsabilizzare” la Rete in realtà ne vuole assumere il controllo, istituzionalizzandola come tenta di fare per tutto il resto. Parificare i blog ai giornali con tutti i risvolti di legge del caso. Equiparare i video in Rete a trasmissioni tv per riconsiderare a proprio favore (della maggioranza di governo che detiene Mediaset, metà o quasi del mercato tv in chiaro più parte di quello pay, e controlla per dirla eufemisticamente l’Azienda Pubblica -cfr. l’inchiesta della Procura di Trani sull’ingerenza di Berlusconi sulla Rai-) tutta la “torta” mediatica. Infine ritardare in tutti i modi il conseguimento della cosiddetta “banda larga”.
    Sono tutti elementi di un’operazione precisa, volta a stravolgere l’idea e il funzionamento stesso del web in Italia.Italia che è, manco a dirlo, in fondo alla classifica europea per l’uso di internet, anche se qualche numero in più di fruitori si sta sviluppando nella terza età del Gerontocomio tricolore. Perché il Governo lascia indietro la questione della “banda larga”, cioè in sostanza la qualità e la rapidità del flusso di materia comunicabile attraverso la Rete? Perché con un gioco di prestigio dello stesso Romani sono spariti dall’ultima Finanziaria 2009 gli 800 milioni (poco più dei contratti post-mortem di Michael Jackson…) destinati a realizzare questa “banda larga” per il maggior numero di utenti possibile? Per due ordini patenti di motivi, credo.
    Il primo è che meno informazione e meno velocemente gira sul web, tanto più facile è controllarla da parte dei cosiddetti Poteri Forti, che di volta in volta coincidono o confliggono con il Monocrate Caimano. Post-italiani più ignoranti, meno informati, più “lenti” nella loro intelligenza riferita alla lentezza specifica dell’intelligenza artificiale con cui dovrebbero interloquire. Meno sanno, meno sanno di sapere, più lasciano fare al manovratore delegato a manovrare pur (temo) senza avere la patente per un mezzo pesante e auto-articolato quale è un Paese. La patente sarebbe il voto, in una democrazia,non è vero? Poi se ne parla…
    Il secondo motivo è che la banda larga favorirebbe nel flusso anche la crescita della raccolta pubblicitaria, che è ancora embrionale sulla Rete nostrana ma la sola in aumento nell’universo della comunicazione tra tv, radio e giornali. E secondo voi, dal momento che anche questa importantissima “torta” di finanziamenti non è infinita e quindi è il lenzuolo che si tira più da una parte che da un’altra, quale sarebbe il settore che teoricamente cederebbe “fette” pubblicitarie a un’internet favorita nel suo sviluppo? Ma la tv, of course, essendo la pubblicità cartacea e radiofonica (quest’ultima peraltro integrabile facilmente con il web) di dimensioni relativamente ridotte o marginali. E di chi è la tv, se non di chi fa fare le leggi o i decreti-legge? E così il cerchio anche in questa speciale partita sembra chiudersi. In attesa di novità.
    Ma oltre a essere oggetto di campagne politiche in senso parlamentare o subparlamentare, dal momento che sta facendo tutto in pratica l’Esecutivo, dicevo che internet è anche un agente culturale. Lo è in positivo, facilitando ricerca e informazione e attingibilità di esse. Lo è in negativo se le informazioni sono pericolosamente incontrollabili (aggettivo che attiene alla loro veridicità e non alla loro “governabilità”, non fraintendete) e il meccanismo si rivela essenzialmente una forma indelebile di “schedatura”. Lo dico io? No. Ne parla la stampa? No. Dobbiamo rintracciare tra le pieghe del web queste notizie sul web. Il paradosso è perfetto e meraviglioso. Il convegno in questione è dell’ottobre 2009.
    La notizia evidentemente poco interessante…è che “dal 2001 al 2008 italiani sono stati spiati su internet”. In breve:” Veniva controllato tutto: i siti e le pagine web visitate, le password di ingresso per le mail e per gli altri servizi online, e se non erano protetti, addirittura anche i dialoghi nelle chat: lo ha dichiarato Cosimo Comella, funzionario dell’Autorità per la protezione dei dati personali spiegando che i tre fornitori principali di connettività internet (Telecom Italia, Vodafone e H3g), hanno tracciato e registrato tutto il traffico online fino al 2008 quando, per decisione del Garante della privacy online, tutto è stato bloccato. Spiega Comella che le società di telecomunicazione erano costrette a controllare i comportamente degli utenti italiani per legge, questo per poter rispondere ad eventuali richieste dei Giudici e Pubblici Ministeri nei casi di indagine.
    Dopo il gennaio del 2008, a seguito del provvedimento del Garante, tutte quelle informazioni raccolte dovevano essere distrutte, ma secondo l’Ing. Comella quei dati non sono mai stati eliminati (sono contenuti in un complesso sistema di hard disk), rimarrebero stipati da qualche parte e sicuramente ancora disponibili. Sono rivelazioni scottanti fatte durante il convegno “Pasion” a Roma dedicato alla protezione dei dati che vede, tra gli organizzatori, la stessa Autorità della Privacy…”. Sono riflessioni mie, in pubblico, di inizio anno. E pensate, non ho mai parlato con Assange…da Tiscali notizie, Indietro Savoia 14 dicembre 2010

     commenti
    Commenti
    0

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook