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    17
    gen.
    2011

    Alla sentenza sul legittimo impedimento segue l’illegittima confusione

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    Adesso che la Corte Costituzionale si è espressa sul “legittimo impedimento”, diamo un’occhiata al campo di battaglia. Soddisfazione a sinistra e tra i legalitari per la definizione d’incostituzionalità di quel pass-partout berlusconiano, una sorta di “la legge non è uguale per tutti” elevata a potenza dal famoso “scudo” per i vertici istituzionali. Incertezza nell’esercito della maggioranza: da un lato poteva andare peggio e la Consulta cassare tutto, dall’altro poteva andare meglio: quindi politicamente che fare, in attesa che i giudici di volta in volta decidano se l’impedimento di un Premier è sempre tale oppure no?

    Uso speculativo di questa sentenza. A votare ci vogliono andare soltanto la Lega da una parte, che ha coltivato il suo territorio elettorale e non vede l’ora di monetizzare, magari in campagna anti-Unità d’Italia e pro “ognuno per sé e Dio (padano) per tutti”. E l’Italia dei Valori, comunque rappresentativa di quella richiesta di legalità e della battaglia pro referendum abrogativo dello “scudo” per ora vinta. Naturalmente sperando che si attenui “l’effetto Scilipoti”, la simpatica vergogna che sappiamo.
     
    Casini, Fini, Rutelli, Montezemolo e i loro “team” attendono invece che nel “casino dei casini” Berlusconi perda le sue ultime penne politiche, così da ritrovarselo bell’e pronto da rosolare tornando alla politica di prima di lui, naturalmente in peggio. Se è vero che siamo in positivo “nani sulle spalle dei giganti”, infatti, in negativo in termini politici saremmo “nani sulle scapole di altri nani”.
     
    L’opposizione a votare non ci può andare, perché non sa neppure come e se contarsi. Sono sempre i soliti, ad amministrare i dividendi di un potere che negli ultimi sedici anni è stato berlusconiano oppure complementare, ma mai decisamente orientato a fare qualcosa di sensato per un Paese in panne. Non da oggi, con la questione Fiat, ma ormai da un pezzo con la “questione Italia”, ossia mancanza di progetto, di identità, di priorità in tutti i campi e a tutti i livelli.
     
    Berlusconi, da ieri un po’ meno “scudato”, insiste per “salvaguardare il governo”, come se ancora il governo ci fosse davvero o ci sia mai stato in termini presentabili, accettabili, efficienti, responsabili, e la sua forza è soprattutto l’inesistenza spesso complice dei suoi avversari. Insomma, andrebbe al voto anticipato solo “obtorto collo”, per non dover mostrare una debolezza che nelle urne rischierebbe di farlo perdere e uscire di scena.
     
    Non ho scritto fin qui nulla che non sappiate, o che non possiate ricavare dai giornali di oggi. Il punto è però che a mio parere questa colossale confusione, questo pantano/palude del Paese, non viene raccontata abbastanza, né abbastanza chiaramente. Sfido chiunque tra i non addetti o i non abituati a seguire in qualche modo le nostre complicate vicende “politichesi”, a capire davvero che cosa stia succedendo e che cosa ci aspetti. Oltre il tifo politico che annebbia la vista, dico.
     
    Altro che “legittimo impedimento”, qui si fa di tutto per favorire una “illegittima confusione”, status che in qualche modo permette di galleggiare sulla melma.Vi prego, girate tra parenti, amici e conoscenti meglio se davvero “uomini della strada”, e informatevi su che cosa abbiano capito di questo enorme pasticcio: un pasticcio in cui c’è un Cavaliere Inarrestabile, perché non si ferma e soprattutto non si vuole far processare (tranquilli, con la furbata del “processo breve” godrebbe esclusivamente di prescrizioni anche dopo una condanna che nel caso Mills sarebbe scontata, almeno a leggere le carte), un conflitto tra poteri, una politica ferma al palo e i soliti figuri o le solite figurine che riscuotono dove possono, anche briciole di potere.
     
    E’ questa difficoltà di comprensione, favorita ad arte o ad inerzia dall’informazione schieratissima, che rende “inutilizzabile” l’articolo della Costituzione sul “voto libero e informato”. Ma libero di che, informato su che? Costituzione i cui guardiani sono appunto i membri della Consulta, che hanno appena sentenziato… E il cerchio si chiude su di noi… Ad maiora…
    di Oliviero Beha per Tiscali Notizie

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