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    24
    gen.
    2011

    Elezioni anticipate? malgrado tutto rivincerebbe silvio berlusconi

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    Venerdì i funerali di Stato per il caporalmaggiore Luca Sanna, il militare italiano ucciso in Afghanistan. E’ il numero 36 dall’inizio della “missione di pace” in quel Paese dopo l’attentato dell’11 settembre. Mi ha colpito che non tutti i giornali abbiano dato due giorni fa alla notizia ferale la maggiore evidenza in prima pagina: molti hanno preferito una titolazione cubitale sul caso Berlusconi/festini/Arcore ecc. Non ne faccio una questione di capacità giornalistica nel mettere a fuoco la realtà nella sua gerarchia di importanza. Semplicemente, ne prendo atto, qualcosa vorrà pur dire.

    Come prendo atto che la prima pagina va al monito del Presidente della Repubblica sulla necessità di una “maggiore sobrietà” di fronte a un’opinione pubblica turbata, sempre a proposito del caso Berlusconi/Ruby/escort. Oppure del rimando macroscopico di stampa al richiamo del Segretario di Stato vaticano, Monsignor Bertone, a “più moralità, più giustizia, più legalità” di fronte allo scandalo che vedrebbe coinvolta con il Primo Ministro una minorenne. Come prendo atto che il maggior avversario politico di Berlusconi nel teatro di Montecitorio – leggasi almeno il leader del principale partito d’opposizione, Pier Luigi Bersani, Pd – chiede “10 milioni di firme” popolari per le dimissioni di Berlusconi.
     
    O ancora noto che una trasmissione di prima serata e primissimo impatto come “Annozero” sulla base della documentazione dell’inchiesta giudiziaria su di lui ha fatto letteralmente a pezzi l’immagine già devastata del nostro principale uomo di governo. Fin qui la presa d’atto. Eppure sondaggi o non sondaggi sono in parecchi che pensano/temono che se si andasse alle urne oggi malgrado tutto rivincerebbe Berlusconi. Sì, una parte del Paese ride di lui, un’altra se ne vergogna, all’estero si dice “non credono alle loro orecchie” di fronte all’escalation degradata della figura pubblica di chi ci rappresenta. Eppure sia nei giochetti della politica politicante ed esercente sia negli umori profondi del Paese campeggia la prospettiva che “neppure questa volta” l’uomo che riempie di sé la politica e la cronaca italiana degli ultimi diciassette anni sia costretto ad evacuare. Perché? Perché “la maggioranza degli italiani sono dalla mia parte”, dice.
     
    Se è vero o è probabile che sia vero, si capisce facilmente perché “gli altri” non vogliano andare al voto, eccezion fatta per l’Idv che pure ha i suoi problemucci nella selezione dei candidati che poi vanno a ingrossare le fila del Pdl nel “momento del bisogno”. Ma nel Paese del “beati i monoculi in terra cecorum” Di Pietro probabilmente guadagnerebbe elettoralmente qualcosa o qual- cosina, così da rinegoziare importanza e potere all’interno dell’opposizione. Perdente, sempre in teoria, o meglio “di nuovo perdente” come sempre giacché questa opposizione nelle sue varie trasformazioni e declinazioni è riuscita a perdere anche quando vinceva (il bis in idem di Prodi). Se non fosse vero che Berlusconi ha ancora dalla sua parte malgrado tutto una quota predominante di elettorato, sarebbe ancora più incredibile il non voler andare al voto. Salvo la spiegazione banale che l’opposizione non esiste e non è in grado neppure in queste more di immaginarsi vincente e governante.
     
    Ma torniamo alla questione epocale: perché dopo quasi un ventennio Berlusconi avrebbe ancora con sé la maggioranza degli italiani ed eventualmente solo le sue nequizie perseguibili penalmente potrebbero costringerlo ad evacuare da Palazzo Chigi o da altri Palazzi? Li ha comprati tutti ?Beh, parecchi, ma della classe politica o della classe dirigente (sic!) in generale, ovviamente non della base elettorale, degli italiani intesi come massa. Che anzi sono in crisi come non mai, a partire dal dato della disoccupazione giovanile che ormai “non fa prigionieri”. Eppure lo votano o lo voterebbero.
     
    Perché? Per i suoi meriti? Lo escluderei. Quali? Perché semplicemente “non è” i suoi impresentabili avversari? Che quindi verrebbero visti dalla maggioranza come “peggiori di lui” malgrado tutti gli scandali che lo riguardano? E perché “peggiori di lui”? Perché rappresenta bene i vizi dell’italiano, anche se non ne mostra le virtù? Perché in questo Paese si è perso il senso del tempo, della diacronia, del futuro, e quindi nell’istantaneità del presente Berlusconi è più adatto e più capace di rappresentare l’azzeramento del passato e la mancanza d’avvenire? Insomma, a costo di scoprire la verità più orrenda su di noi, mentre le Procure indagano e la merce sulla “berlusconiade” si vende benissimo sia da parte di chi lo combatte che da quella che lo supporta, bisogna venire a capo di questi perché: altrimenti Ruby o non Ruby, radici mafiose oppure no ecc., rimarremo un’Italia in maschera per un mostruoso Carnevale che dura tutto l’anno.
     
    Moriremo berlusconiani e non più come si diceva vent’anni fa democristiani senza neppure capire il perché. E forse sarebbe proprio questa la spiegazione tautologica della sopravvivenza di un Premier simile: rinunciare a capire è la formula migliore per mantenerlo in vita (politica, e magari sessuale …).21 gennaio 2011, di Oliviero Beha, per Tiscali Newshttp://notizie.tiscali.it/oliviero-beha/

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    Emilia Aru .
    Spero che il dubbio sussista, o almeno la speranza, che il berlusconismo possa finire prima di fare altri danni, non perché LUI non possa comprare la base elettorale — ci sono molti modi per comprare gli elettori, e lui lo sa bene, quello più facile è di abbassare il livello culturale degli elettori — ma perché quei po...chi, o tanti, che lo contrastano SI DECIDANO A FARE QUALCOSA ANCHE PER QUELLI CHE LO VOTANO.
    rick640 .
    Non voglio addentrarmi in commenti socioliogici alla buona; semplicemente mi chiedo:non è che Berlusconi,scientemente o meno,ha annientato e appiattito le coscienze grazie alle sue tv?
      Torie .
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