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    23
    feb.
    2011

    Niente di grave in libia, un semplice genocidio

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    Mentre eravamo occupati con Ruby e le nefandezze (da provare) eventualmente penali, e l’immagine accartocciata del nostro Presidente del Consiglio (senza bisogno di prove), era scoppiata la crisi tunisina, e poi quella egiziana come si dice “in diretta tv”. L’attinenza era lo “zio Mubarak”, per gli spiritosi media italiani, e solo qualche avveduto analista di affari esteri aveva cominciato a parlare di crisi d’area, assai più incendiabile dell’attualità emersa. Poi da qualche giorno ecco gli sbarchi a Lampedusa, e la notizia degli 80 mila in arrivo a breve e medio termine sulle nostre coste che giungeva dal Viminale. Come a dire “occhio, che qui la situazione si fa grave” naturalmente dal punto di vista del nostro Paese in relazione alla peraltro serissima questione- accoglienza in piena levitazione.

    Già che c’era, Maroni come qualunque altro politico avvertito e avveduto su quello che stava succedendo, avrebbe potuto dirci che entro il 2050 e con previsioni per difetto le migrazioni dall’Africa, da alcuni paesi dell’Asia e in generale dalle aree del Terzo/Quarto Mondo in decomposizione, sono già calcolate intorno ad almeno 40 milioni di cristi. Nel senso di “poveri cristi”, cristiani o musulmani che siano. Un esodo biblico? Forse qualcosa di più, dando un’occhiata alla storia.
     
    Ma questi numeri sono incontrollabili e bisognerebbe essere capaci di valutarli e spiegarli, e mentre i 40 milioni danno l’idea di un fenomeno Kolossal di difficile uso politico strumentale da parte di qualcuno contro qualche altro diventando immediatamente “la Storia” di questo secolo e la sua dimenticata geografia, gli 80 mila di Maroni sono assai più maneggiabili e sembrano dirci:” occhio, italiani, siciliani, pugliesi, calabresi, e tutti coloro dotati di costa e poi gli altri, occhio perché ci stanno arrivando addosso orde di migranti alla rinfusa e quindi star lì a sottilizzare tra clandestino, irregolare, rifugiato politico, bisognoso d’asilo ecc. è un esercizio puramente accademico”.
     
    Così quelli sbarcano, gli italiani a partire dalle istituzioni sono nei casini perché non si vuol farne un problema europeo quale ovviamente è per non “cedere particelle di sovranità”, i media si dividono come da copione maggioritario alimentando la confusione, e l’opinione pubblica si sente lo “sbarcato” in casa con un allarmismo e una drammatizzazione che non portano ovviamente a nulla se non a una paura utilizzabile elettoralmente. Come purtroppo e troppo spesso accade al contrario con la declinazione del cosiddetto “buonismo” non seguito dalle pratiche necessarie.
     
    Ma adesso assistiamo “semplicemente” al genocidio libico e alla rivolta o rivoluzione contro il Rais: sì, esattamente quel simpaticone sanguinario del Colonnello che ha sempre trattato da pari a pari con molti Grandi della terra e recentemente in particolare con il nostro Berlusconi con cui ha stipulato un famoso trattato sui “respingimenti”. Davvero su Gheddafi non si immaginava nulla? O addirittura non si sapeva nulla ? Davvero l’esplosione dell’Africa minore è una novità paragonabile all’estrazione del Lotto? O non ci è stato mai detto nulla perché la politica e la diplomazia hanno le loro leggi, recentemente e fortunatamente violate da Weakiliks?
     
    E adesso il problema delle compagnie e imprese italiane, da Eni a Impregilo, è davvero l’unico dei problemi che ci riguardino insieme ovviamente al “rischio-sbarchi” un po’ appunto come il discorso di questi vent’anni sui migranti preso a spizzichi e bocconi e non nel suo insieme? Certo, gli interessi economici da sempre hanno la prevalenza. Ma guarda caso, il tutto rientra in un pasticcio di fine epoca, o di passaggio epocale di cui nessuno sembra volersi far carico neppure in analisi teoriche che però poi trovino uno sbocco nell’attenzione alla realtà cangiante e alla pratica politica di questa attenzione. Succede il finimondo, e noi qui a misurare il calo della Borsa. Davvero è un mondo cui il gatto ha mangiato il polmone e nel caso dell’Italia, così vicina così lontana da Gheddafi, anche il cervello e la coratella.
     
    di Oliviero Beha per Tiscali Notiziehttp://notizie.tiscali.it/oliviero-beha/

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    marziam .
    caro o.b, quello che piu apprezzo dello scritto è lo stupore per il fato che nessuno spende una parola per i libici massacrati e per tutti le preoccupazioni sono "ben altre"...ma avendo un po' di dimestichezza... forse è uno stupore retorico. il mio stupore invece è quello di non aver trovato nell'articolo ciò che l'altro ieri ha detto Sassoli a Brontolo sulla pantomima del governo che si lamenta del non aiuto europeo, e invece quando si tratta di rinunciarealla gestione immigrati per delegarla a bruxelles niente da fare ..mi sembrava un'ottima notizia scoop ma forse nessiuno ci avrebbe fatto caso...ciao.alla prossima..non pensavo a un cambiodi vento così esiziale .bisogna che stia attenta a pensare piu moderatamente...

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