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    07
    mar.
    2011

    Farmacia italia, cercasi ricette

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    Sempre più spesso qualcuno ti dice che magari hai ragione a raccontare l'Italia com’è, ma che devi anche fornire soluzioni. Se fai il medico insomma, non basta la diagnosi, ci vuole la terapia, e ancor meglio un farmacista di fiducia cui portare la ricetta per la farmacologia corrente, sociale, economica, politica. Quella "culturale" in senso pieno pare non fregare niente a nessuno. Questo accade mentre il mondo sta cambiando e una parte di esso, quella dell'Africa minore brucia quasi all'insaputa dei Grandi della Terra. O addirittura con il dubbio che convenga a qualcuno di loro che bruci e si ridiano le carte, in un paese ricco di alcune materie prime come la Libia, come del resto accade ai pozzi di petrolio in giro per il mondo e ai formidabili giacimenti per esempio di litio nelle viscere dell'Afghanistan, prima "trappola" per i sovietici trent'anni fa e ora Vietnam aggiornato per americani, inglese, italiani (morti) compresi.

    Nel frattempo persino da noi il premier non arriva in tempo neppure per i funerali dell’ultimo alpino ammazzato in guerra (già, in guerra:  e in guerra si muore…) ma le inventa tutte pur di non farsi processare. Bisogna avere più di 65 anni, essere molto ricchi, avere diversi figli, i capelli tinti ed essere amato (?) dagli italiani magari anche senza essere troppo rispettato da loro, o all’estero, e soprattutto votato.
    Ma al voto non si va perche ne hanno più o meno tutti paura e il partito dell’astensione oggi sarebbe pare nettamente quello più votato (cioè non votato…). Addirittura Bersani in un supremo empito di impotenza prima rilascia interviste alla Padania per giustificare una bozza di accordo e poi, con Bossi molto più furbo di lui, strepita che Berlusconi è sotto ricatto del condottiero Umberto.
    Come diceva una pubblicità, “bella scoperta!”. Ma non lo sapevi un mese fa, Pierluigi di Piacenza? Come non si conosce il fiuto politico di Bossi, che senza l’ictus e in piena forma oggi sarebbe forse il dichiarato padrone d’Italia? Lo si conosce, lo si conosce, si conosce la sua trasformazione in vent’anni di potere, le sue collusioni con Roma ladrona tanto condannata, il suo clientelismo/nepotismo/figlismo, esattamente come tutti gli altri.
    A differenza di Berlusconi non si è fatto ricattare e deve il suo stato di salute a performances di quel genere che tutti conoscono via internet o via Repubblica (ne scrisse tempo fa Pietro Citati suscitando scandali subito messi a tacere…). Lei era tutt’altro che minorenne e non aveva parentele con capi di Stato stranieri…
    In una situazione del genere, in un Paese malatissimo che ha nel tifo la sua malattia principale come faccia rovesciata di un’inerzia, una passività, uno svuotamento culturale che danno i brividi, in un Paese cosi chiedono la cura, e le ricette. Quasi che non dovesse partire da ognuno di noi una rivincita, una revanche, una ribellione, un rigurgito di dignità ben oltre questa classe dirigente collusa e complementare.
    Lo so, qui si obietta “e tu che fai?” come se scriverne fosse la cosa più facile del mondo in questo sistema mediatico di “Mostri” e non bastasse mai perche viene dato tutto per scontato, specie chi si è ingrassato sulle nefandezze di questo potere e di questa ignavia generalizzata. E allora in aggiunta vi dirò che per tutto il 2007, in una situazione che già era pienamente disastrata con Prodi al governo per intenderci e che conteneva tutti i germi dello sfascio successivo e approfondito, con altri tre ho provato a non contentarmi di scriverne “e basta”.
    Insieme a Elio Veltri, persona dabbene e critico con tutti, a un Consigliere Regionale del Lazio poi confluito nell’Italia dei Valori, e il mitico Pancho Pardi, quello dei girotondi adesso anche lui in Parlamento all’insegna di Di Pietro, costruimmo la base per un intervento politico dal basso. Si parlava già allora tanto di società civile. Creammo una sorta di “Lista Civica Nazionale”, di “Repubblica dei cittadini”, una specie di vaso collettore per le liste civiche locali che si riconoscessero in pochi punti indispensabili, oltre la destra e la sinistra convenzionali.
    Se siete interessati, cercate su Google e troverete qualcosa. Venimmo avversati da tutti, rimettendoci tempo, denaro e salute. Veltri ed io con tutte le differenze anagrafiche e biografiche siamo rimasti fuori, gli altri sono entrati a Palazzo con il voto, quello di cui si parla per il Berlusca a ogni pie sospinto.
    Il boicottaggio subito da qualunque forza politica, movimento grillesco, figure pubbliche che pure avevano firmato un manifesto per sostenere l’iniziativa (poi tradotta in qualche modo da Grillo nel Movimento a 5 stelle), fu spaventoso e ebbe il culmine alla vigilia di una manifestazione indetta nel settembre 2007 anche in sostegno di Clementina Forleo, il Gip reo di aver fatto il suo dovere di magistrato sia verso destra che verso sinistra per le famigerate “scalatebancarie” oggi al termine di un processo con richieste di rinvii a giudizio.
    Ci scaricarono e sconfessarono tutti e noi facevamo invece un discorso valido per tutti senza per forza voler “fare i politici”. Al massimo, vedi Veltri e me, i medici (lui sarebbe ematologo…) e io il farmacista. Questo tanto per la cronaca quando qualcuno attacca con “è troppo facile criticare” e altre amenità. E’ buona regola prima sapere, o informarsi, e poi parlare. Altrimenti che questo Paese sia ridotto così è davvero colpa nostra, malgrado Berlusconi, Bossi, Bersani e un’intera orchestra stonatissima.
    di Oliviero Beha per Tiscali Notizie

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    Caro Beha, io sono d'accordo con quanto ha detto Roberto Saviano: chi cerca di fare bene il proprio lavoro ogni giorno fa politica. Il principio per cui o "scendi in campo" o lasci fare a loro lo hanno inculcato a difesa della casta. Sbaglia, quindi, chi ti chiede "tu cosa fai?"; so che può sembrare una "leccata", ma ti seguo dagli anni '80 e dico che fai il tuo lavoro con passione, onestà e solo chi è poco informato o molto distratto non sa che ne hai pagato il prezzo. La domanda è rivolta a tutti: prima e seconda Repubblica, centri-destra e centri-sinistra, quand'è che il Beha si è "piazzato"? Per pietà non elenco i vari nominati, che magari godono ancora i benefici, ma non credo che troveremmo professionalità così superiori. Quando cercano di convincervi che questa melassa è la sola via possibile rispondete come farebbe Petrolini: non ce l'ho con te, ma col vicino che non ti butta di sotto! Coraggio!!!
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