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    05
    apr.
    2011

    Incendiari o pompieri? e intanto l’italia è in fiamme

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    Di chi è questa frase? “Si può chiamare democratico un Paese nel quale una delle parti in causa dispone del sostanziale monopolio dell’informazione televisiva e partecipa all’oligopolio di quella stampata? In tutti i Paesi europei la risposta è no. In qualche Paese sudamericano - neppure in tutti - la risposta è sì. Oggi l’Italia si colloca lì, tra il Brasile e la Colombia”. Di chi è ve lo dico dopo. Intanto partiamo da un vecchio adagio e scattiamo qualche fotografia dell’oggi. L’assioma recita che “si nasce incendiari e si diventa pompieri”. E Dio solo sa quanto ci sarebbe bisogno di vigili del fuoco per questo Paese in fiamme da ogni punto di vista. Ma mi pare acclarato che la situazione si sia rovesciata, nel Paese del sottosopra. Oggi la realtà ci spinge a fare gli incendiari, non i pompieri. Può fare il pompiere il Presidente Napolitano, che per il suo ruolo di garanzia dice che “così non si va avanti”.

    Ma tutto il resto è a fuoco, dalla realtà, alla realtà fabbricata dalla tv, alla tv avviluppata alla politica, alla politica che abbiamo sotto gli occhi. Sono appunto le fotografie scattate o da scattare. Berlusconi va in tourneé prima a Lampedusa straparlando di Nobel, di ville (lo ha già fatto all’Aquila..), di golf siciliani ecc. e ora a Tunisi: ha praticamente sotto controllo il Mediterraneo…E ne fa un grande show, tanto che i suoi giornali titolano a caratteri cubitali “Berlusconi show” che -vista la drammatica situazione di Lampedusa e dell’esodo di migranti- parrebbe un titolone a presa di culo, e invece vuol significare la presa, sì, ma del Premier sui lampedusani. Che applaudono il salvatore. O almeno così ci viene rappresentata la faccenda mentre il dramma cresce (per immigrati e isolani).
     
    Ormai la fricassea tra politica e spettacolo è completata. Ma non è un caso. Berlusconi, che tutto è fuorché fesso, punta infatti in primis e anche in ultimis alla soluzione dei suoi casi giudiziari e quindi contemporaneamente tenta il colpo di mano in Parlamento sul “processo breve”. Se si parla mediaticamente di Lampedusa e del suo show (una tragedia della realtà, intendiamoci, come ho ripetutamente scritto anche qui), si tace o si sottace la manovra parlamentare che per salvarne uno colpisce magistratura, giustizia e italiani incensurati favorendo i delinquenti. Ma c’è un inconveniente.
     
    La Russa si lascia prendere da “ira et studium”, alla latina, o da zelo, alla casareccia, e manda a “fan culo” il Presidente della Camera. Il tutto diventa il casino che sappiamo, e nel bel mezzo del casino, mentre volano giornali (contro Fini: caccia Tornado di carta ?) e tesserini (lanciati da Alfano), addirittura si arriva all’episodio finora inedito nel peggio di un deputato leghista, Massimo Polledri, che offende vergognosamente Ileana Argentin, handicappata grave eletta nel Pd. Una volta sarebbe stato espulso dall’Aula per raggiunti limiti di ignominia. La politica davvero qui non c’entra più…
     
    Credo che possa bastare: la realtà si sta ammutinando a Lampedusa per ragioni oggettive, per la politica italiana ( di entrambe le parti in commedia) e quella europea insufficiente e incapace, la realtà politica si sta sfaldando nelle istituzioni per quello che ho appena raccontato, cioè una qualcosa che altro non è se non la parte emersa di un iceberg spaventoso e onnicomprensivo.Dedicato a quei lettori (non tutti, per carità, e naturalmente altrettanto rispettabili se non la pensano come me specie se spiegano perché e hanno voglia di capire, non di limitarsi a dire “Berlusconi è una vittima, e gli altri sono dei carnefici scemi”: qui siamo tutti vittime e stiamo andando a fuoco) che non leggono, leggono solo il titolo, leggono a righe alterne, confondono i nomi, si limitano a tifare dalle curve, ecc.. Ho scritto e ribadisco “onnicomprensivo”, sia pur con responsabilità differenti , onnicomprensivo e complementare: per ridurre in questo stato pietoso un Paese non sarebbe mai bastato un Berlusconi da solo, ci voleva correità e corresponsabilità di rappresentanti e rappresentati di un popolo in retromarcia.
     
    Ah, quasi dimenticavo. Di chi è la frase dell’inizio, prima del discorso su “incendiari e pompieri in un’Italia in fiamme”? Ma di Umberto Bossi, naturalmente, tratto da “Tutta la verità”, Sperling & Kupfer 1995, pag.150-158 citato da Giovanni Valentini nel suo “Sabato del Villaggio”). E’ lo stesso Bossi che oggi borbotta agli immigrati “Fuori dalle balle?”. No, naturalmente. Deve trattarsi di un omonimo.
     
    di Oliviero Beha, per Tiscali Notiziehttp://notizie.tiscali.it/oliviero-beha/

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