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    23
    apr.
    2011

    Cosa c’è nell’uovo di pasqua?

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    Spero un nuovo concetto di democrazia Intanto Buona Pasqua: che è anche un modo per parlare di Luciano de Crescenzo, uomo fine, scrittore e affabulatore partenopeo, da giovane grande seduttore e avanti negli anni irrimediabilmente filosofo da via, peripatetico. Non suoni riduttivo: qualche anno fa mi diceva cose come “vedi, arrivati a una certa età, è tutto un “Buon Natale e Buona Pasqua”, per come corrono veloci gli anni…”. Poi la domanda: che cosa c’è nell’uovo di quest’anno, qual è la sorpresa? Direi il concetto di democrazia. E certo non solo perché nel dialogo che credo di avere con i lettori qualcuno ha frainteso la mia definizione della qualità di democrazia oggi in Italia (e più in generale sul pianeta), come “democrazia elettoralistica”.

    L’obiezione era mossa all’aggettivo, come se avessi scritto “elettorale”. Elettoralistica sta per una forma di governo in cui tutti badano sempre e soltanto alle elezioni, come se soltanto il voto esaurisse la vita di una democrazia. Questo comporta una serie di osservazioni a latere. Partiamo dalla cronaca di questi giorni: scontro nella maggioranza, ministri (Galan) ed ex ministri (Bondi) che attaccano ministri (Tremonti) “perché così ci fa perdere le elezioni”. E’ evidente che:1) La cosa più importante, anzi l’unica, per Lorsignori è non il merito di una politica (liberale, liberistica, liberticida, socialista, comunista ecc.), i programmi che sostiene, quello che intende fare davvero, bensì il modo di “vincere le elezioni”. Per far che? Appunto “per vincere le elezioni”.Il resto non conta.2) La faccenda non riguarda solo Berlusconi, ma anche la sinistra, cioè un modo generale di intendere la politica e la democrazia: altrimenti vi pare che in diciassette anni l’opposizione non sarebbe stata in grado di seminare democrazia anche perdendo per raccogliere nel tempo, formare e informare correttamente un’opinione pubblica e solo dopo aver “vinto nel Paese” raccogliere i risultati nelle urne (cfr. nel 2005 il mio “Crescete & prostituitevi”)? Invece niente, a destra come a sinistra (si fa per dire, ormai sono convenzioni e non convinzioni…) della sostanza se ne fottono, l’importante è “vincere le elezioni” perché è questa la democrazia…3) Se la democrazia è solo “votare” (ho scritto “solo”, niente equivoci), come stupirsi che nessuno intenda davvero presentare programmi politici realizzabili, se non fa neppure in tempo a esternarli che già si rivota? Tutti temono di “favorire” gli avversari nelle urne, con sondaggi e controsondaggi, e la “popolarità” leggi la “presa per i fondelli” dell’elettorato, cioè il titillare i tuoi elettori anche mentendo per la gola, è sovrana. Non si fa nulla nella realtà, e invece si fa tutto nella realtà “elettoralistica”.4) Si dice, per fare un po’ di memoria storica: anche Hitler venne votato e vinse le elezioni. E’ un fatto, non un’opinione, e riguarda un  meccanismo non soltanto un fatto storico. Non perdetevi per cortesia in paragoni tra l’uno e l’altro, tra il nazista e l’intrattenitore, tra la dittatura dei gas e il dominio mediatico. Rimaniamo al tema, che è quello che gli storici del diritto e i costituzionalisti specie inglesi chiamano “Il buco nel cuore nero della democrazia”. Per semplificare: si vota democraticamente (e non apro qui il capitolo su quanto sia libero il voto in Italia: basta prendersi gli articoli della Costituzione- che non a caso si vuol cambiare- per verificare quanto distino dalle modalità di voto oggi vigenti nella cosiddetta “Costituzione materiale” italiana, italica, italiota ecc.), e poi chi è eletto antidemocraticamente si pappa il potere e cambia le carte in tavola a colpi di maggioranza.
     
    Dov’è il buco? Nell’idea di democrazia? Non credo, piuttosto nelle forme della sua declinazione, nel rapporto tra i poteri, i tre famosi separati (ancora per quanto? E lo sono davvero?), il quarto dell’informazione, il quinto della tv, il sesto di internet eccetera, che riportano il discorso alla qualità della democrazia. E’ come se avessimo garantito l’uovo sì, ma di pessima cioccolata, di cioccolata adulterata, e la sorpresa dentro fosse una democrazia malata, con Berlusconi che ci dà dentro e Bersani che ci dà fuori. Davvero su questo nessuno intende ragionare, dico dalla base perché ai vertici come è ovvio non conviene. A nessuno, ribadisco a nessuno, almeno oggi e qui.E comunque, naturalmente, Buona Pasqua…
     
    di Oliviero Beha per Tiscali Notiziehttp://notizie.tiscali.it/oliviero-beha/ 

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