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    04
    mag.
    2011

    Non sapremo mai la verità sull’uccisione di bin laden

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    Non credo proprio che sapremo mai la verità sull’uccisione di Osama Bin Laden, magari non intesa in senso stretto, di cronaca, ma collegata alla vicenda planetaria dello “sceicco del terrore”, l’attentato alle Torri Gemelle, e insomma il “mondo cambiato dopo l’11 settembre”. Non ne sappiamo abbastanza dell’attentato di dieci anni fa, e mi pare ovvio che ci siano tante cose che non tornano anche nelle ricostruzioni più accreditate, il che non significa affatto giocare un derby tra “ufficialisti” e “complottisti” bensì ragionare su quel poco o tanto che si conosce in forma critica, con la propria testa, senza paura di domande su tutto, soprattutto su ciò che palesemente è contraddittorio. In questo il web è formidabile in positivo, come rischia di esserlo in negativo se si cercano certezze invece che farsi guidare dalla logica nel portare a casa almeno dei dubbi.

    Questa premessa per dire che la storia della foto di Osama assassinato, certamente taroccata e subito smentita, il fatto che la Primula Araba stesse a un fiato da Islamabad dopo anni in cui ce l’avevano dato per partigiano delle grotte inaccessibili nonché sul punto di essere catturato decine di volte e scomparso (E’ stato ucciso? Era malato? E’ morto? Ecc.) almeno una volta l’anno, il suo cadavere gettato in mare (tanto per escludere un’ulteriore accertamento in una vicenda di tale importanza), sono tutti elementi che vanno in direzione contraria a quella “verità reale” che tanto servirebbe alla verità storica.Era scomodo Bin Laden, oltre che il Diavolo del Male secondo la vulgata, era scomoda la sua storia, i suoi rapporti iniziali, appunto i suoi oltre trant’anni di vita da terrorista ricco e simbolico, che riportano l’orologio della politica internazionale ai tempi in cui diventò Papa Karol Woityla, e poi ci fu Solidarnosc mentre nella palude afghana i sovietici andavano incontro al loro Vietnam, e si dipanò il lavoro instancabile di Giovanni Paolo II testè Beato per abbattere il comunismo … Non sono fantasie, basta leggersi vicende e documenti autografi di “Wojtyla segreto. La prima contro-inchiesta su Giovanni Paolo II”, di Giacomo Galeazzi e Ferruccio Pinotti appena giunto in libreria, per avere almeno voglia di saperne di più. Il filo che lega quelle vicende a Bin Laden, da allora in Afghanistan a lungo e intermittentemente, non è poi così difficile da tessere e da seguire. Con quali conclusioni, quali certezze, quali verità? Questo è ancora un altro paio di maniche, e rimanda al titolo di queste righe. Di certo c’è poco, oltre l’uccisione di Osama cui l’onomastica del Caso ha affibbiato un’assonanza quasi totale con il suo “assassino” Obama (scandaloso, vero, usare in senso letterale e quasi “tecnico” il termine per il mandante politico e organizzativo dell’eliminazione del fu capo di Al Qaeda…): c’è il sospiro di sollievo molto mediatico e molto poco approfondito per ora da parte del mondo occidentale, insieme però alla paura di una recrudescenza di attentati. C’è il vantaggio elettorale del Presidente degli Stati Uniti, esattamente come avviene da noi quando le forze dell’ordine catturano un boss mafioso e le istituzioni riscuotono il relativo e logico consenso. C’è la leggerissima contraddizioni di chi cristianamente festeggia l’uccisione di esseri umani, Osama e i suoi, come per esempio la deputata Biancofiore del Pdl che la definisce “l’ultimo miracolo di Giovanni Paolo II” azzerando in due battute il senso più profondo di Cristo e della sua (nostra, sono cattolico) religione. Dunque nessuna verità, ma soltanto una mossa sulla scacchiera del mondo, sempre più complesso, sempre più rischioso anche se travestito da sviluppo (progresso è una parola più impegnativa…). Siccome non siamo i giocatori ma a malapena le ultime pedine o forse più propriamente la materia deperibile, deperibilissima della scacchiera, intanto cercherei di tenere vivo il dubbio e il bisogno di verità. Su tutto, intendiamoci. Male non fare, paura non avere, diceva qualcuno … Ebbene, non è il caso da sempre del Potere ma esattamente il suo contrario, dunque almeno diffidiamone, che sia laico o confessionale. Per affidarsi c’è il Padreterno, che è davvero un altro genere di questione anche se dalla gran festa della Beatificazione forse tutto ciò non è uscito ben chiaro.
    di Oliviero Beha per Tiscali Notiziehttp://notizie.tiscali.it/oliviero-beha/

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