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    13
    mag.
    2011

    Paese legale e paese reale: nel mezzo un buco…

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    ...ma, vi giuro, non è sempre stato così C’era una volta la dizione che ormai per i giovani è archeologia del politichese: la distinzione tra Paese legale, le istituzioni e il loro alone a partire dai vertici della politica, e il Paese reale, quello che si affanna quotidianamente specie nelle fasce più deboli, più a rischio. Oggi è tutta una fricassea indigeribile, almeno all’apparenza. E vorrei squarciare secondo la mia discutibilissima sensibilità almeno un centimetro di questo cellophane d’apparenza che ci confeziona un brutto Paese nel suo complesso (e qui naturalmente invece che guardarci attorno ci si divide tra le “curve” di berlusconiani e antiberlusconiani, dopo diciassette anni di questo derby atroce che sta affossando dopo il nostro presente anche il nostro futuro).

    Sulla home page del sito de “Il Fatto Quotidiano” c’è una strana immagine (10 maggio 2011), che mi colpisce subliminalmente. Si vede Bossi in Parlamento con dietro quello che devo presumere sia uno scranno del medesimo, l’aria invecchiata anche ovviamente dallo stato di salute, che è rivolto a un Berlusconi che pare Warren Beatty dopo il lifting, tanto è fissato nello sguardo e nei masseteri botulinico-facciali. Il titolo ognuno lo può commentare come vuole, dalle “curve” di cui sopra. Bossi:”Paese quasi in mano alla Lega”. Poi insulta Fini: “E’ uno stronzo”. Fin qui, solo un po’ peggio del solito, frantumata la maggioranza, titubante e friabile fino all’inconsistenza l’opposizione, devastati l’educazione e il rispetto a colpi di coprolalia, macchiato sempre di più l’ex decoro delle Istituzioni (leggi Paese legale…).
     
    Ma devo dirvi che quello scranno di legno della foto mi è parso più espressivo della coppia summenzionata: mi ha fatto l’impressione di una bara, più o meno simbolica. Sarà perché la politica è finita così male e ci sta morendo sotto gli occhi, sarà perché in contemporanea da un lato siamo pieni di immagini in arrivo da Lampedusa e il Mediterraneo continua a far da cimitero ai migranti, ma dall’altro lato invece abbiamo straordinarie dimostrazioni di solidarietà, di aiuto, di partecipazione, di dolore, da parte delle forze dell’ordine ma anche di cittadini qualunque che portano con onore il nome di “cittadini”, gettandosi a mare per risparmiare una bara in più….
     
    Sarà per tutto questo, e altro ancora, per le immagini che si depongono stratificate sul tuo cervello, le tue visioni, il tuo sensorio messo così a dura prova tutti i giorni, ma davvero quello scranno mi è parso un tumulo mentre il Paese reale dà ancora segni di vita. Forse bisognerebbe ripartire da questi segni, forse bisognerebbe tornare al necessario e all’essenziale, riscoprirci umani invece che tifosi, scendere dalle “curve”in campo e giocare la partita della sopravvivenza collettiva di un Paese che- ve lo giuro- non è sempre stato così.
     
    E’ l’unica resistenza possibile mentre le parole hanno smarrito il loro significato. Scena 1): Berlusconi attacca i giudici definendoli di nuovo un “cancro” mentre li si ricorda come vittime del terrorismo (fortunatamente solo alcuni, come del resto non tutti i magistrati sono degni di rispetto se se ne considera il comportamento, mentre è la magistratura che va conservata come bene comune, culla di diritti e doveri). Scena 2): Napolitano usa parole durissime contro chi delegittima i giudici. Scena 3): Berlusconi definisce “nobili” le parole del Capo dello Stato e chiede una Commissione d’inchiesta sulle malefatte (in generale? No, contro di lui) della Procura di Milano. E poi ditemi che quello scranno non sembra una bara, anche per il colore e la forma fotografata, dove seppellire quello che ci resta…

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      18/03/2012 alle 03:33
      Su Rete4 e diritto eepuroo:1) Affermare che esiste una normativa italiana distinta e separata da una europea in tema di libera concorrenza e tutela del mercato e8 grossolano. Sia in punto di diritto che di fatto e8 poi un calcio a quasi trent'anni di integrazione e giurisprudenza europea ed e8 quindi un affermazione falsa in molti aspetti e punti.*2) La Corte di Giustizia Europea si e8 pronunciata sulle norme nazionali che consentivano di rendere legittime le frequenze di cui Rete 4 si era impadronita ed ha giudicato illegittime quelle norme, non l'esistenza di Rete 4.**3) Sulla legittimite0 della posizione commerciale di Rete 4 gravava (durante il mandato di Monti) un contenzioso in Italia. Il che rendeva sciocco e persino largamente illegittimo intervenire da Bruxelles sulla faccenda.
    Mohamed .
    15/03/2012 alle 18:18
    Intrigante discussione e duicla logica di Rino, anche nel riconoscere la contraddittoriete0 della faccenda.Per parte mia aggiungo.1) Il merito non e8 affatto un concetto assoluto. Merito per chi e rispetto a cosa? Un esempio. Molti anni orsono lavoravo in banca. Un collega addetto alla borsa fu promosso per merito. Quale? L'aver appioppato ai clienti un cospicuo numero di azioni, in portafoglio della banca, di una societe0 che di lec a poco sarebbe clamorosamente fallita , e le azioni diventate carta straccia. Merito per la banca, senza dubbio, ma demerito per i clienti turlupinati. Lo stesso per i bond argentini o quelli parmalat. Cosec come merito e8 quello del manager che tagliando posti di lavoro, disgregando pezzi di aziende, comprando e vendendo, fa guadagnare gli azionisti e se stesso, ma nuoce alla collettivite0 dei lavoratori (vedasi il film Wall Street, con Miachael Douglas).2) Rino ha gie0 dimostrato che la meritocrazia perfetta non puf2 esistere, come il mercato perfetto. Ma ammettiamo che lo fosse e si realizzasse una mobilite0 sociale assoluta in base al merito, che a sua volta fosse oggettivamente definibile. Cambierebbe molto a livello dei singoli, certo. Non esiterebbero pif9 gli ottimati , le caste comunque definite, e questo e8 bene. Ma sul piano del funzionamento sociale complessivo?Se la societe0 e8 piramidale (mai vista una societe0 che non lo sia), necessariamente i posti al vertice saranno x, quelli immediatamente sotto saranno x+1 e cosec via fino alla base. Ne discende che qualsiasi sia il metodo di selezione, molti saranno esclusi, pochi promossi. La realte0 della stratificazione come meccanismo di funzionamento della societe0 si riproporrebbe comunque inalterata nella sua struttura. L'uguaglianza di opportunite0, ripeto benvenuta, non cambia nulla da questo punto di vista. E poi, ineluttabilmente, i promossi farebbero ovviamente di tutto per mantenere se stessi e i propri figli al vertice.Dunque: il concetto di merito dipende dai punti di vista e da chi ha il potere culturale di definirlo e proporlo come un fatto oggettivo. Le caste cristallizzano la nascita, ed e8 un male. La mobilite0 sociale perfetta e8 utopia ma anche quando si realizzasse, a parte che tenderebbe immediatamente a una nuova e diversa cristallizzazione, non cambierebbe la struttura della societe0, la quale e8 sempre stata di tipo piramidale e dove l'uguaglianza assoluta non e8 meno utopica della mobilite0 sociale assoluta.Sembra un busillis da cui e8 impossibile uscire, e sicuramente e8 cosec se il traguardo e8 la societe0 perfetta, la quale presuppone l'uomo perfetto. Ogni tentativo di costruirlo si e8 risolto nel suo opposto e in tragedia. Non rimane, aime8, che prendere atto di tutto questo e cercare di limitare i danni. Come? Riconoscendo l'imperfezione umana e cercando di far si che gli strati dirigenti, comunque selezionati, abbiano coscienza, oltre che di essere pif9 privilegiati che meritevoli, di avere una grande responsabilite0 verso la comunite0. Non pretendo in un comportamento ascetico, che e8 dei santi e non degli uomini, ma l'atteggiamento di chi si ritenga non un proprietario assoluto di cif2 che ha ed e8, quanto piuttosto l'usufruttuario di cif2 che non e8 suo ma di tutti, che a tutti deve rendere conto e a tutti deve prima o poi restituire conservato al meglio e possibilmente migliorato.Altro non so dire.armando
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    16/03/2012 alle 10:49
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    18/03/2012 alle 07:58
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