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    27
    mag.
    2011

    L’altro grillo

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    di Oliviero Beha, per Il Fatto Quotidiano, 25 maggio 2011Fotografie e omonimie antropologiche e forse logiche di un Paese ridotto malissimo. Ero su un Eurostar, ieri, da Pisa a Roma. La sera prima dibattito organizzato alla Limonaia nel centro storico di una delle più belle città italiane da Sel, con l’aiuto di un coordinamento di studenti della Normale. Sala gremita. Discussione sul precariato e il futuro dei giovani manifestamente già in frantumi. Due progetti regionali per finanziare la sopravvivenza, il lavoro e fors’anche la vita di questo popolo sempre più numeroso vestito di sconforto ma fortunatamente ancora vivo, negli sguardi, nelle parole. L’assessore regionale toscano del Pd, età da Pd, habitus da Pd, rispettabilità di quei piddini antichi che in provincia hanno resistito mentre a Roma il basso impero sprofondava, illustra il suo piano. Poi tocca al suo omologo pugliese, giovane, vendoliano, spiccio, appassionato, “innocente” per ora e spero anche per il futuro. Quindi interventi dei giovani, assai più preparati e maturi, almeno quelli con determinati studi alle spalle, di quei “bamboccioni” con cui ogni tanto qualcuno dall’alto delle istituzioni scherza, sommando l’ipocrisia al disagio di quelli che non sentono come loro figli. E lo sarebbero, invece, in un’Italia diacronica che sappia chi era, chi è, chi vorrebbe essere. Ma dicevo dell’Eurostar: i titoli dei giornali riportano i dati Istat per cui un italiano su 4 (15 milioni), soprattutto giovani e donne, “sperimenta il rischio di povertà e di esclusione sociale”. Abbastanza per farti venire i brividi, che tu sia padre alla lettera o anche solo nello spirito di cittadinanza, padre “politico” insomma.

    Un passeggero legge questo giornale, e precisamente l’articolo di Scanzi su Grillo, ben fatto anche se davvero non inedito. Ma “repetita iuvant”, e finché la menano con l’anti-politica ben venga qualcuno che continui anche pedissequamente a spiegare che va chiamata non anti-politica ma anti-comitati d’affari o anti-vergogna, a seconda della tua natura di analista economico-delinquenziale oppure etico. Un altro signore, a un passo da me, urla quasi al cellulare. È pieno di giornali, che assediano il tavolino e il grembo di un completo in rigatino su fondo azzurro. Mi sembra di conoscerlo. Rapide occhiate. Non vorrei stare a sentire rispettando la privacy del rigatino. Ma lui quando non urla parla a voce troppo alta, e in continuazione. Si assopirà soltanto nei paraggi di Civitavecchia… “Sono Grillo”, dice all’apparato quasi subito, e non ha nella mazzetta “Il Fatto”. “Sì, Grillo”. È vero, è Grillo. Ma quale Grillo? Luigi Grillo, il presidente della Commissione Lavori pubblici e Comunicazione del Senato, da 24 anni in Parlamento con Dc, Forza Italia e oggi Pdl, una fedina penale sgargiante, già prescritto per la Tav e indagato in Bancopoli, nonché uno dei tre Curiazi delle scalate bancarie (con Cicu e Comincioli, il compagno di liceo di Berlusconi) con richiesta dell’accusa di 2 anni e un mese, per quella storiaccia con Fazio e Fiorani… I tre Orazi come ricorderete erano D’Alema, Fassino e Latorre… quelli della Forleo… Grillo ma Luigi in due ore fa e disfa la sua agenda parlamentare, per gli appuntamenti che si addensano e il treno che ritarda. 
    Dice tante cose, ma sono un gentiluomo… Dice che è la peggiore crisi da sessant’anni, ma non colgo nessuna preoccupazione per i suoi figli, o nipoti, intesi “politicamente”. Dice di soldi che nella disgrazia del debito possono comunque saltare fuori, ma solo per le grandi opere, il suo genere, da 2 miliardi in su, e io penso ai giovani della sera prima… Dice… Insomma, per lui parla la sua biografia. E mi resta la domanda: chi ha ridotto il Paese in questo stato, lui o Beppe? Davvero la colpa di questo sfascio è di un comico populista e non di un distinto signore in rigatino con un passato così ricco, ma così ricco, che se ci fosse ancora un Pasolini lo processerebbe d’ufficio?

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    ale .
    Buongiorno Dr. Beha, ..., purtroppo, mi sfiora il dubbio che siamo stati tutti Noi, e mi spiego: - forse i Ns. genitori più consapevolmente, per darci un futuro migliore, sono passati sopra ed oltre tante cose, qualche volta sbagliando, qualche volta pensando di poter poi rimettere le cose a posto; - forse noi figli più inconsciamente, credendo ed illudendoci di cambiare le cose senza impegnarci direttamente per il cambiamento del ns. paese, a tutti i livelli!!! Avv. Alessandro Rosati
      Bette .
      08/01/2012 alle 14:15
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