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    22
    giu.
    2011

    Le parodie e la realtà, tra sechi e bossi

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    Ricordando l'appena scomparso Lamberti Sechi, che credo di aver visto forse una o due volte e di sfuggita in vita mia, resta impressa sulla fronte giornalistica un po' di tutti la scritta "I fatti separati dalle opinioni", come fosse la dicitura talmudica sulla fronte del Golem. Non è semplice trattare con essa sopratutto oggi, in cui non si raccontano abbastanza fatti e sopratutto li si strumentalizzano, devono cioè "servire" a qualche committente e non al lettore, e non si hanno spesso opinioni bensì accodamenti (in coda..,proto) di opinione, cioè schieramenti tifosi. E comunque non è mai stato facile il processo mentale che a freddo separi la realtà dalla resa in cronaca della realtà. Questo per la carta stampa. Figuriamoci per la tv.

    Sarebbero temi di grande interesse in un Paese che non fosse andato indietro culturalmente alla velocità del suono negli ultimi vent’anni. Già, vent’anni. Vent’anni fa si parlava della Lega e del suo essere “radicata nel territorio”, del suo rappresentare interessi concreti di fronte alla vecchia, rugginosa, spesso truffaldina “politica del Palazzo”, ormai dei Palazzi giacché le istituzioni hanno occupato quasi l’intiero centro di Roma. Entri in una casa dove fino a ieri abitava qualcuno che conoscevi e la guardiola di un ufficio ministeriale o parlamentare ti ferma per il “passi”. Dove sta andando? Da Tizio…Ma non abita più qui, adesso c’è la dependance della tal istituzione…favorisca il documento.Ho scritto spesso della Lega, sopratutto in quel periodo. Ricordo benissimo che era “invisibile” o quasi sui media specie in tv, e continuava a guadagnare stima e voti perché interveniva direttamente sulle questioni e sui bisogni, “sangue e suolo” per dirla alla tedesca. Esplose con le elezioni politiche del 1992 e con tutti quei voti al Nord di cui gli altri non avevano previsto pressoché nulla, tanto per dimostrare che non venivano seguiti i fatti e se ne avevi un’opinione interessata, come accadeva a me, ti inscaffalavano come leghista per comdoità di schedatura.Dopo quasi vent’anni, dopo un’occupazione graduale, contraddittoria, poi rapidissima e certamente strumentale del potere, con tutti i vizi di “Roma ladrona” applicati alla “ragione sociale leghista” di una volta ormai impallidita, ecco l’ultima Pontida, i giochetti sui Ministeri al Nord, Bossi vulnerato dalla malattia che fa ancora più fatica, Maroni che non sa se è arrivato il suo momento o no (dubbio che lo tormenta da un pezzo…), il popolo verde incazzato nero, i media che danno uno spazio a questa parodia molto superiore a quandola Legarappresentava fortemente una realtà, l’Italia governativa che sembra dipendere dagli umori di quel prato.
    Nel frattempo rischiamo l’effetto Grecia, la crisi morde eccome, non c’è una notizia buona sui giornali, il faccendiere Bisignani aveva in mano il Paese e lo sapevano tutti,il rischio è che la grande campagna referendaria venga dimenticata e il popolo italiano riprenda ad appisolarsi, magari ridendo di Pontida oppure prendendola sul serio, due facce del medesimo precipizio. Domando a Sechi, già altrove, come posso fare da tapino a separare i fatti dalle opinioni, le parodie della realtà dalla realtà, di fronte a uno spettacolo così. Poveri noi…di Oliviero Beha per Tiscali Notiziehttp://notizie.tiscali.it/opinioni/Beha/179/

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