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    04
    lug.
    2011

    Balle spaziali: ovvero come ti raggiro il “pupo” tricolore

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    Periodicamente il popolo italiano, la cosidetta, sedicente, restante opinione pubblica, insomma in una parola il "pupo" tricolore, vengono sottoposti al dibattito su politica/antipolitica. Lo riassumo in due parole, da bar, proprio per resistere al tentativo di camuffarlo da cosa seria come la classe politica, quella economico-imprenditoriale, quella finanziaria e i supporti di quella mediatica, puntualmente e irrimediabilmente cercano di fare. In ballo con le balle ci sono le reazioni della Piazza al Palazzo. Per Palazzo si intende ovviamente il Potere, o le varie soglie del potere distribuito nelle e lungo le istuzioni, nei partiti, nell'insieme della classe dirigente italiota. A destra come a sinistra, e questo non dovrebbe far godere alcun tifoso: se e quando questo Paese si salverà dal baratro greco o da quello spagnolo, dalla crisi economica e da quella etica, non sarà perché la sinistra ha fatto sparire la destra, o viceversa, ma perché avremo una decente sinistra e una decente destra in grado di riempire di contenuti le parole, le formule, gli slogan. Non ci sono buoni e cattivi, insomma, ma peggiori e meno peggio.

    Per Piazza si intende la protesta disperata della base, delle fasce più deboli, di coloro che vengono toccati direttamente, nella loro vita quotidiana, dalle scelte che vengono dall’alto, con tutto quello che la cronaca ci dice quotidianamente e che vi risparmio qui per brevità. Ebbene, la presa in giro, la balla spaziale è quella di farvi credere da un lato che la Piazza sia “anti-politica” e robespierriana per forza e quindi destinata al suicidio sociale e politico, e dall’altro che la Politica possa essere abolita, oggi e qui. Due balle spaziali che confluiscono in una sorta di Ballona Cosmica di cui non ci si vuole occupare.Lo faccio qui io indegnamente, sempre in due parole, memore di quel che scriveva uno dei più grandi scrittori italiani del ’900, ovviamente oggi ultradimenticato vista la qualità dei narratori contemporanei…, un certo Tommaso Landolfi: “Succiare l’universo come un uovo è un affare da screanzati”. Da screanzato, eccovi la mia lettura delle Balle di cui sopra.Questa “casta” politica, che difende in modo orrendo i propri privilegi e non manca giorno di ricordarcelo mentre le fasce più deboli del Paese affogano, non è per forza la Politica. E’ piuttosto un insieme di Comitati d’Affari, che risiede nel Palazzo e si spaccia per politica avendo occupato dalle Istituzioni in giù tutto quello che c’era da occupare. Chiamare dunque anti-politica chi denuncia tutto ciò è un falso ideologico.Qui comincia il secondo corno del dilemma: ma allora la Piazza che reagisce a questo spaventoso malcostume dei vertici che alternativa offre? Quella di sostituirsi alla Politica impolitica e affaristica già citata? Ma come? Facendo che? Ebbene, il punto è rivitalizzare questa politica anche senza la maiuscola, iniettare flebo di democrazia dal basso nei partiti così che non siano più necessariamente “questi” partiti come ci vogliono truffaldinamente far credere, fare pressioni sulle istituzioni centrali e periferiche e sulle loro cinghie di trasmissione, leggi i mass media, perché siano costretti a cambiare dalla forza della realtà che si sta ammutinando.L’art.49 della Costituzione su partiti e politica parla chiaro. Ricominciamo da lì, obblighiamoli a portare i libri contabili in Tribunale come qualunque impresa, facciamoli fallire se sono bancarottieri e pure fraudolenti, smettiamola di opporre Piazza e Palazzo come se la prima fosse una manica di delinquenti facinorosi e il secondo il luogo del Potere intoccabile che non rende conto a nessuno se non a elettori sempre più manipolabili, manipolati e “stanchi” (e il risveglio ultimo?). Tocchiamolo, perbacco o per qualche altra cosa, entriamo dentro e rivalutiamo il senso e il significato di politica. E’ un programma impegnativo? Ed è di governo o di opposizione? di Oliviero Beha per Tiscali Notiziehttp://notizie.tiscali.it/opinioni/Beha/179/

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    Antonio 71 .
    Chi ha a cuore il destino di questo Paese dovrebbe pretendere un'informazione che tratti le cose per quello che sono; a cominciare dalla classe politica. Un Parlamento di nominati non può essere descritto come l'assemblea dei rappresentanti del popolo; essi rappresentano gli interessi di chi li ha nominati; l'onorevole Scilipoti ha tutto il diritto di chiedere rispetto, ma io ho lo stesso diritto a considerarlo per quello che è; e se poi questa classe politica, tutta, mi dice che i conti pubblici vanno male perché si è allungata la vita media...beh, io non sono tenuto a prenderlo per oro colato. Se l'informazione spiegasse chiaramente perché, ad esempio, "la riforma delle pensioni è inevitabile, ce lo chiede l'Europa...", ecco, forse qualcuno comincierebbe a capire chi sono quelli che hanno in mano il nostro futuro; servono soldi per tappare le falle e si vanno a prendere dove ci sono; poi, fra vent'anni, sarete voi a dover campare con 700 euro al mese. Possibile che nessuno si prenda la briga di andare a vedere se ciò che dicono è vero o se invece non sia la più colossale presa per il sedere della nostra Repubblica? Mi pare l'abbia fatto solo la Gabanelli; reazioni? Zero. E' questa la nostra vita; se il Pd andrà con Vendola o con Casini è irrilevante se poi, un giorno, dovremo spiegare ai nostri figli perché abbiamo permesso tutto questo. Antonio

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