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    14
    lug.
    2011

    Provaci ancora, italy

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    da Tremonti a Woody Allen C'è una grossolana parodia in quel che sta succedendo oggi: dico proprio oggi, mentre scrivo e mentre leggete, o ieri e l'altro ieri... Insomma in gran segreto (cioè mentre tutte le radio private romane ne parlano raccontadone la trama, i protagonisti, il carattere dei personaggi ecc....), Woody Allen sta girando il suo "Bob Decameron" al centro di  Roma, bloccando il traffico a un fiato dall'Ara Pacis. Che si sa, oltre a quello che ci raccontano le radio? Che si rifà al Decamerone, e fin qui con sforzo ci arrivavamo persino noi, che è un omaggio a Fellini, e al cinema italiano dei suoi maestri (di lui, Woddy, e del cinema mondiale degli anni '50 e '60), e qui comincio a preoccuparmi perché gli "omaggi dichiarati" come a biliardo spesso steccano, ma magari no, che "ci divertiremo". E qui l'augurio va rimarcato con fiducia, fino a prova del contrario (non fa film del suo valore ormai da un pezzo...).

    Ma la parodia? La parodia consiste nel momento in cui Woody viene a girare a Roma e a suonare jazz con la sua band la sera, all’Open Colonna. L’Italia e la sua capitale stanno crollando sul piano dell’economia di carta, della Borsa sputtanatissima, della misura governativa su economia e tasse il cui aspetto più rilevante sembrava essere il lodo/frodo Mondadori, espunto in extremis, della tenuta etica di un Paese che si perde quotidianamente i suoi pezzi e ha elevato l’illegalità a sistema.
    Per cui uno che paghi le tasse, non venga intercettato perché sta parlando con un indagato e quindi risulti che dica le peggiori cose e nel peggior modo possibile, non si prostituisca né materialmente né immaterialmente, addirittura abbia la fedina penale linda e pinta, è considerato alla stregua di un povero coglione. Esagero? Seconda la vulgata (non tutti, per carità, ma molti, troppi) uno con le caratteristiche appena accennate sommariamente non è un onesto e basta, un onesto “normale”, bensì uno che non c e l’ha fatta: a far che? A diventare disonesto, come tutti quelli dall’alto in giù che le cronache ci propongono.
    Siamo dei falliti, signori, è meglio che ce ne facciamo una ragione. Però è anche vero che il Woody dell’omaggio a Fellini che in questa atmosfera cala a Roma ispirandosi al Decameron e non al Tremonti è una fantastica provocazione. Mi ricorda il suo memorabile “Provaci ancora, Sam”, di decine d’anni fa. Non rimpiango l’Italia di allora che la memoria tende a nobilitare (rimpiango casomai quel Woody Allen), ma quella di oggi mi fa orrore. Per questo forse il titolo “Provaci ancora, Italy”, sarebbe di auspicio migliore.
    di Oliviero Beha per Tiscali Opinionihttp://notizie.tiscali.it/opinioni/Beha/179/

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    Antonio 71 .
    A lungo andare si rischia di diventare cinici; e così vien voglia di dire che nel momento in cui questo Paese sembra irrimediabilmente fottuto, tra uno spread coi Bund che cresce e una manovra tappa-falle che già non basta più perché dopo i 30 o 40 miliardi ce ne vorranno altri 16 per arrivare a settembre, e poi altri ancora per non finire come la Grecia, e poi qualcuno dice che se non ricominciamo a crescere...insomma in un clima da "lo stiamo perdendo", in Parlamento i nostri tutori etici procedono alla definizione del testamento biologico all'italiana; lo spirito della legge, se ho ben capito, è quello di affermare che un individuo non è in grado di stabilire quando una vita è degna di tale nome; cioè, va bene la libertà, però non ha senso se non c'è un'autorità che può decidere quando e come te ne puoi avvalere; ovvero si risolve un problema creandone uno più grande. Vien voglia di diventare cinici e dire che ci sono tutti i presupposti per applicare questi geniali protocolli al Paese intero: dottore, si può staccare il sondino? Il caro Woody Allen col suo clarinetto potrebbe sentirsi come quei tali che suonavano sul Titanic; d'altronde la patente di maestro gliela abbiamo data noi, sono anni che gira tra Londra, Parigi e l'Italia. Ogni tanto Goethe ritorna a cantare le lodi di un mondo che non c'è più; restano solo rovine del passato che fu. E' così romantico...
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