• Biografia
  • rubriche
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > rubriche > Il badante > Il rating della democrazia
    13
    lug.
    2011

    Il rating della democrazia

    Condividi su:   Stampa

    Dicono che è proprio nei periodi di crisi che si presentano le migliori opportunità di cambiamento. Dicono che ciò riguardi sia le risorse individuali che quelle strutturali di una società. Dicono che sia la crisi e soltanto la crisi a poter produrre una rigenerazione antropologica e culturale. Dicono che la ricchezza di ipotesi che si possono avanzare in un passaggio epocale non sia concepibile in alcun altro momento, perché in questo passaggio si infilano insieme la cronaca e la storia. Dicono… Dicono un sacco di cose, per la verità, ma rifuggono dal raccontarci con chiarezza quello che sta per accadere prima che accada, ma con tutte le carte già sul tavolo, così da poter pensare a degli antidoti.

    Non lo fanno, se non gli conviene o non vi sono costretti, in ritardo. E se lo fanno a tempo debito, o sono inascoltati o viene messa loro la sordina. Per esempio della crisi strutturale che stava arrivando, a partire dalla bolla del mattone Usa e dai mutui subprime per continuare con le sabbie mobili delle banche internazionali e nazionali, delle agenzie di rating, dei guru della finanza planetaria, uno come Paolo Sylos Labini, morto giovanissimo intellettualmente a 85 anni nel dicembre 2005, parlava e scriveva già da anni. Come faceva a saperlo? Aveva la palla di vetro? No, aveva le palle al posto giusto e non le giostrava come accade ai nostri maggiorenti infojati. Ma venendo a oggi, domenica 3 luglio scorso su “Repubblica” il premio Nobel indiano per l’Economia, Amartya Sen, metteva in guardia sulle agenzie di rating e sul loro fare e disfare a piacimento. Per carità, questa volta era poco più che un esercizio di stile, visto ciò che era già successo in Grecia, ma insomma tutto sarebbe utile per conoscere, ragionare e poi magari decidere diversamente. Anche perché da profano non capisco come mai tali agenzie di rating siano indiscusse quando alzano il prezzo e “criminali” quando favoriscono la speculazione. Non saranno due facce della stessa medaglia? Quale medaglia? Quella che mette insieme nel Terzo millennio democrazia e capitalismo. O meglio, questo livello di democrazia variamente declinato e declinante e questa forma di capitalismo esasperato che ha acquistato la politica al mercato un tanto al kg. Mi viene il dubbio che o questa relativa democrazia molto malata non si possa permettere un capitalismo così efferato e senza regole, oppure più semplicemente questa fase capitalistica non possa contemplare se non cascami di democrazia. E quindi che si sia a un bivio, a una crisi… Ma non lo si dice, non esageriamo con le questioni epocali, abbiamo già tanti problemi con lo spread nei confronti dei tedeschi… Per chi considerasse troppo siderale un discorso del genere, prendiamo dalle cronache ultime dell’ex Belpaese caimanizzato il caso di Marco Milanese, il faccendiere deputato, quindi non arrestato. Per ora. Ha a che fare con il capitalismo? Ha a che fare con la democrazia? Ha a che fare con un orrendo impasto delle due voci che ha reso l’Italia quella che è? Temo di sì, basta guardare i risvolti della storia, di Tremonti, dell’insieme. Ma non da oggi: davvero pensavate che il caso Milanese fosse di oggi? Solo perché nessuno tra tv, radio e grandi giornali ne aveva detto alcunché? Ma no: il mensile “La Voce delle Voci” nel numero di dicembre 2008 (avete letto bene), copertina con “Divo Giulio” riferito a Tremonti e non più ad Andreotti, raccontava tutta la ragnatela di Milanese, dei rapporti con graduatissimi della Guardia di Finanza, con la politica nazionale e locale ecc. Chi se li è filati? E chi si sta divorando briciole di democrazia sul davanzale? Cercasi agenzie di rating, per saperlo.

    Argomenti:
     commenti
    Commenti
    0

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook