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    11
    set.
    2013

    L’11 settembre, di e con Papa Bergoglio

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    newyork-11-settembre2013

    L'11 settembre non è una data da poco. Per il secolo scorso ha segnato la fine di una speranza per il Cile e l'America latina, con l'assalto al Palazzo della Moneda e la fine di Salvador Allende, quarant'anni fa. Poi è toccato, nel 2001, agli attacchi alle Torri Gemelle di New York, viagra using con una data che avrebbe dovuto dividere il mondo sconvolto in un prima e un dopo. E' andata davvero così? E gli attentati hanno, dodici anni dopo, un mandante chiaro, sicuri, oppure ci trastulliamo ancora con la favola di Osama Bin Laden?

    Di certo nel 2013 l'11 settembre poteva rappresentare un'occasione simbolica e pratica per la “battaglia di Libia” di Obama e la probabile estensione del conflitto. Per ora siamo in tregua, fortunatamente, e in questo ha giocato un ruolo importante anche il Papa, con la sua coinvolgente manifestazione del digiuno di sabato scorso e la rinnovata influenza sulla politica internazionale. Ed è il pontefice, la figura più rilevante di questo scorcio d'epoca, un Francesco che parla bene e (sembra) agisce meglio, dallo smontaggio del meccanismo infernale dello Ior, la banca vaticana, all'invito – ieri- a trasformare i conventi non attivi da alberghi in asili per i rifugiati. Sì, certo, si dice “è gesuita, aspettiamo”.

    Ma guardiamoci intorno, a Roma (di qua dal Tevere), in Italia, nel mondo: davvero troviamo tanti segnali di novità, per un “niente sarà come prima” che ci hanno spacciato come discrimine nel trionfo del fondamentalismo del Dio denaro? Oppure al momento è “questo” Papa che dà a “questo” 11 settembre un valore diverso?

    (Oliviero Beha)

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    Postato da Redazione
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