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    Home > Il badante > Bounty, Italia
    25
    mag.
    2012

    Bounty, Italia

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    La realtà si sta ammutinando sotto i nostri occhi, e lo fa forse in modo così evidente da sfuggirci in omaggio a Wittgenstein e al suo “la cosa più difficile non è scoprire verità nascoste ma vedere ciò che si ha sotto gli occhi”. Si ammutina l’orrore per una ragazza di 16 anni morta così, non si sa bene per mano di chi dopo ore e giorni in cui pareva indispensabile offrire un colpevole purchessia all’opinione pubblica: davvero sul ponte del Bounty se c’è chi ha rischiato il linciaggio non metaforico, se l’inchiesta era diventata una sorta di “tutto il calcio minuto per minuto”, se la voracità mediatica stava (e sta) ingoiando tutto nella bulimia di telecamere, microfoni e computer a colpi di “Procuratore, ci può dire…” oppure “Come sta la madre?”, chiesto a un parente della giovane Melissa perita in un attentato per ora al di fuori di qualunque logica. E si è ammutinata anche la merce anti-mafia sui banconi dei mass media, pronta già da sabato sera in tv e domenica sulla carta stampata, croccante di espertissima mafiologia. Non bastando tutto ciò, ecco la natura che trema, morti, sfollati, pezzi di storia e di ambiente umano sbriciolati in Emilia “dove non te lo saresti aspettato”.

    Ah sì, non te lo saresti aspettato? E da quante decadi geologi e sismologi italiani lanciano allarmi inascoltati in un Paese ultrasismico che fa finta di niente? Perché il Giappone di Fukushima ha comunque una legge acconcia che data a oltre mezzo secolo fa? Perché loro sono giapponesi e noi italiani, si risponde con approfondite analisi antropo-sociali… E invece da noi quando una legge è in dirittura d’arrivo, essendone già pubblicato il decreto sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 17 maggio subito prima del terremoto emiliano, ci si deve augurare che si trovi il modo di non applicarla perché riguarda i fondi pubblici ai privati colpiti dalle calamità naturali: danno e beffe nella tragedia giacché certo nessuno avrebbe fatto in tempo a coprirsi assicurativamente da quel rischio.

    Quindi ammutinamento cercasi anche legislativo sia pur a fin di bene. E su questa Italia prostrata, cui ogni giorno viene infilato sotto l’ascella il termometro dello spread come se fosse tutto e solo dipendente dallo stallo economico di un Paese disastrato, piomba il voto delle amministrative che è un’altra forma di Bounty nei confronti della realtà politico-partitico-istituzionale che ci circonda. La vittoria di Grillo, del Movimento a 5 Stelle, di una ipotesi enfatica ma calorosa/sanguigna/autentica di democrazia partecipativa dopo le famose “tre noci-dove sta il pisello?” di quella rappresentativa per la quale sono morti in guerra i nostri padri, che altro significa se non una dichiarata voglia di nuovo? Volete che non capisca la soddisfazione di Bersani e del Pd mentre il Pdl si scioglie come una grattachecca nelle urne? In confronto ai postumi del Berlusca certamente hanno vinto, e non accadeva da parecchio. Ma sono certi di aver vinto anche in strada, in un Paese ammutinato e devastato, dove nessuno va più a votare e ormai si è stufi un po’ di tutto e un po’ dappertutto? Come avete fatto, signori della politica, dell’economia, della finanza ecc. ecc., a ridurci così? O è stato Beppe Grillo il Grande (Medio…) Vecchio di questo abbrutimento complessivo di un popolo che si risveglia nel voto apparentemente solo se vede la faccia nuova e incolpevole di Pizzarotti, neosindaco di Parma? Capiranno in frettissima di che razza di ammutinamento della realtà si tratti? Altrimenti non c’è voto palliativo che tenga anche se le politiche dovessero “distrarre” gli italiani (sempre meno numerosi) con la “solita campagna elettorale”. E la realtà continuerà nel suo complesso ad ammutinarsi come sul Bounty… È questo che vogliamo?

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    Postato da Redazione
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