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    Home > Il badante > Sì, sono gay (e magari pure povero). E allora?
    06
    feb.
    2013

    Sì, sono gay (e magari pure povero). E allora?

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    Omofobia
     
    Omofobia

    Sì, sono gay: e allora? Bastasse dirlo, come si chiedeva ieri su questo giornale alla corolla di leader politici in un’invocazione di solidarietà con il Vendola minacciato e allarmato, saremmo a posto. Personalmente poi non corro rischi di rappresaglie vaticane politico-elettorali, non debbo difendere alcuna immagine pubblica dipendente dalla mia sessualità, addirittura alla fin fine se ci penso sono un semplice eterosessuale.

    Ma il punto forse è proprio questo. L’omofobia italiana dilagante non riguarda più in profondità la condizione di un gay, ma l’uso speculativo ai vari livelli che se ne fa. Per lo più in negativo, ma qualcuno anche in positivo, intendo con vantaggio perso- nale (altre storie, che tralascio, ma di banalissima individuazione). Per esempio due giorni fa in una puntata di Brontolo, su Rai3, si parlava di carnevalate elettorali e di politica in maschera. Una fotografia dello sviluppo grottesco sotto Carnevale di questa campagna, la peggiore cui mi sia stato dato di assistere. Tra gli ospiti, l’ex ministro della Giustizia leghista Roberto Castelli, che non si diflucan latin america è ricandidato dopo 21 anni (in lettere: ventuno) in Parlamento perché testualmente “sono stufo di essere trattato come un poco di buono perché faccio politica”, e poi perché “tanto l’Italia è messa così male che non si salverà comunque, e non voglio essere associato ai responsabili del disastro”.

    Fin qui, politica alta e raffinata… Ma in uno scambio con Mario Cardinali, sagace direttore del leggendario mensile satirico Il Vernacoliere perfetto per il tema, Castelli ha tirato fuori del tutto a sproposito i gay, come un’offesa. Non è una novità, parecchi l’hanno fatto in tv e sui giornali, è storia nota. E Castelli – politicamente asfaltato – non è umanamente davvero dei peggiori. Ma è stato più forte di lui, l’idea di gay è una munizione cui non si può rinunciare, magari pensa e/o dice frasi “non ho niente contro i gay” perché in realtà della questione non gliene frega nulla.

    Intendo dire che ormai l’impressione ricorrente è che dell’essere omosessuale si sia estratta e gettata via la polpa per restare con il guscio, con la definizione, con la “parolaccia”, con l’uso discriminatorio di uno status diverso ma uguale, come per la “razza umana” di Einstein. Il significato è ormai lontano anni luce e non importa quasi più a quasi nessuno, rimane il significante da utilizzare come clava. Questo in un Paese arretratissimo, culturalmente in recessione da ogni punto di vista, che ha massacrato il concetto di sesso e sessualità mettendoli alla berlina e scartandone qualunque “confezione misteriosa”.

    E invece per tutti, etero e omo, c’è un codice penale da far rispettare e un codice civile da allargare alla parità di diritti, criterio sfiorato ormai anche dalla Chiesa: basterebbe questo per rendere più decente una comunità così sbrindellata. Il resto è merce sul bancone mediatico, con in agguato una distinzione esplosiva: quanto conta nell’approccio verso chi è omosessuale il suo censo particolare? Voglio dire: va bene Nichi, che ha tutta la mia solidarietà, ma dei tanti Nichi poveri e senza potere vogliamo tenerne conto o è un fastidio da evitare? Ovvero: sì, sono gay e povero: e allora?

    Postato da Redazione
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    Francesco .
    09/02/2013 alle 11:41
    "addirittura alla fin fine se ci penso sono un semplice eterosessuale", scusi ma Lei non era un gay dichiarato?
    esmeralda .
    06/02/2013 alle 18:49
    caro oliviero, scusami il tu confidenziale, ma è il tu di internet. personalmente non ne posso più di sentire parlare di omofobia, di gay, lesbiche, matrimoni auspicati tra i suddetti e adozioni di figli tra loro. E' chiaro che un bambino sta meglio con due persone che in un orfanotrofio o con due genitori etero -ma non buoni genitori- che al limite potrebbero anche abusare di lui. E' chiaro che i diritti civili circa l'eredità o la pensione o l'assistenza in ospedale dovrebbero essere garantiti alle coppie di fatto sia omo che etero. Comunque, io "avverto" che la notizia che anche solo sfiora questo tema, viene messa sinteticamente nel sommario ( occhiello o catenaccio che sia) anche se è marginale nel corpo dell'articolo stesso...dunque? dunque credo sia una moda che il sistema mediatico "divulga" ogni giorno sempre di più, come quella altra di dare contro alla chiesa, che ha la sua parte di colpe macroscopiche indicibili,in questo e in altri campi. Sebbene io sappia che tanti grandi protagonisti della letteratura e dell'arte siano stati di questa "tendenza", e che nell'antica Grecia la pederastia e la paideia erano una cosa sola ( così almeno dai libri di scuola) la ritengo anomala. Credo che la divulgazione e l'andar dietro al vento che tira, senza approfondimento morale culturale sociale, non faccia altro che aggiungersi al degrado della nostra società in ogni settore. Certo la sua ( tua) tesi nel presente articolo sembra essere la condanna della discriminazione tra gay ricchi e famosi e gay poveri. non mi basta però..è come se, anche in questo campo, Beha si fosse voluto distinguere dal balordo cicaleccio amorale, condividendone però la tesi centrale: che la libertà "absoluta" dell'individuo deve essere codificata dalla legge io credo invece, (e non so chi mi dà questa spinta a dichiararlo) che il male oggi sia nella perdita del valore dell'appartenenza,valore che comporta qualche rinuncia.... Poi c'è anche il discorso che si sta profilando e palesando all'orizzonte, sulla volontà di una cupola mondiale di autocrati plutocrati di impoverire l'umanità anche con le perversioni comportamentali. (Kubrich Eyes Wide Shut) Certo nella rubrica settimanale di un quotidiano sarebbe difficile mettere insieme tutte queste cose.. mi sono permessa di dilungarmi perchè lei( o tu )altre volte hai detto esplicitamente di gradire opinioni anche in pate discordanti dei tuoi lettori. un saluto con stima.
      Redazione .
      07/02/2013 alle 13:37
      Fai bene a intervenire, non mi pare si sia tanto distanti. Come accenni, nelle poche righe su un giornale ho scritto quello che mi sembrava urgente. Ciao, o.b.
        esmeralda .
        07/02/2013 alle 15:31
        grazie infinite dell risposta!

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