• Biografia
  • rubriche
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > Il badante > Affaccete Annunziata…
    20
    mar.
    2013

    Affaccete Annunziata…

    Condividi su:   Stampa
    Lucia Annunziata intervista Angelino Alfano
     
    Lucia Annunziata intervista Angelino Alfano

    Questioni di stampa. Contemporanee. In Inghilterra, patria del giornalismo moderno, si discute di una Royal Charter regale, un documento fondativo di una nuova Autority indipendente (meglio se non all’italiana…) di autoregolamentazione della stampa. Pare che in fatto di violazione di diritti e di privacy Murdoch, sodali e concorrenti ne abbiano combinate davvero troppe. Il freno non sarà comunque politico ma deontologico e affidato agli “operatori del settore”. In Italia invece l’ultima querelle su “informazione & politica” si deve all’eccesso di aggressività lessicale rimproverato a Lucia Annunziata, rea di aver definito “impresentabili” Alfano e il Pdl nel suo programma tv, per di più su una rete Rai, alias di  servizio pubblico almeno auspicato.

    Il dibattito, appena cominciato e già finito come in una canzone di Endrigo, non si è affacciato oltre la finestra di Lucia concentrandosi sulla “protervia ineducata e recidiva” della prestigiosa collega ma lasciando naturalmente in superficie la questione che forse ci riguarda tutti e sempre di più. Ci si lamenta dell’Annunziata perché è l’Annunziata, cioè una figura schierata contro il Pdl così etichettato. Se fosse successo il contrario, ossia un collega di centrodestra che avesse puntato Bersani e Co, si sarebbero semplicemente invertite le parti. Ci accontentiamo di un maggioritario dell’informazione ormai sedimentato dopo un ventennio che ha sprofondato il Paese, o di qua o di là, se sei dei nostri devi attaccare gli altri. E devi essere dei nostri “solo” in un certo modo, in una sorta di tifo acritico o di investimento borsistico, scommettendo sulle “buone azioni” per vantaggi di carriera o di protezione di qualunque tipo.

    La domanda potrebbe essere dunque: è possibile oggi fare questo mestiere in modo indipendente, dicendo e scrivendo di tutti ciò

    che si pensa e naturalmente documentando ciò che si dice e si scrive? E dove? E’ possibile evitare di dividere la torta dell’informazione in due, pro o contro Berlusconi, e quindi far sì che la definizione di “impresentabile” rivolta a qualcuno non venga attribuita  a una scelta di campo ma ad una valutazione nelle cose? Questo non significa o non significherebbe affatto non avere un punto di vista, non votare per qualcuno, non preferire qualcuno a qualcun altro: bensì usare la deontologia e l’autonomia  critica professionale nei confronti di tutti, come un medico con pazienti cui non chiede l’appartenenza politica.

    La metafora clinica non è poi così campata in aria, in un Paese malatissimo anche da questo punto di vista. In tale contesto, al netto di osservazioni e critiche su altri piani, l’avvento di Grillo e del Movimento 5 Stelle ha due aspetti comunque molto positivi: una così significativa presenza parlamentare mette in discussione o almeno scombussola e allenta  la cinghia di trasmissione tra politica e stampa. Molti colleghi dubitano oggi almeno un poco su come proseguire le loro autostrade professionali a caselli arrischiati. E poi c’è la Rete, il mezzo per antonomasia di Grillo, che si incarica di verificare fino allo sputtanamento i tanti furbetti del (tele)giornalino. Non sarebbe poco, per ricominciare…

    (Oliviero Beha)

    Postato da Redazione
     commenti
    Commenti
    1
    Lascia un commento
    Marphy .
    20/03/2013 alle 12:17
    BRAVO !

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook