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    Home > Il badante > Capitale corrotta e stampa distratta
    27
    mar.
    2013

    Capitale corrotta e stampa distratta

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    alemanno-mancini

    L’arresto di un signore come Riccardo Mancini non ha goduto ieri sui media dell’attenzione che meritava. Con l’eccezione di pochi (questo giornale meritoriamente gli ha dedicato la prima pagina…) al caso è stata negata l’evidenza. Distrazione, sottovalutazione, “maiora premunt”, la disabitudine a distinguere, la nolontà a collegare, la saturazione da scandalo, il fastidio a rimettere in discussione l’intiera casta o chissà quali altre cazzate… Un vero peccato, per una serie di motivi. Per l’importanza nell’intreccio tra politica e affari dell’arrestato nella Capitale e non solo, per la sua contiguità (è poco, a giudicare dalle intercettazioni: chiamiamola piuttosto subordinazione integrale) con il sindaco Alemanno, per il ruolo che Mancini ha giocato nella sua campagna elettorale di cinque anni fa, un autentico “capobastone” come ce ne sono sempre meno…

    Lo indagavano, magari lo sapeva, eppure continuava a parlare a modo suo come stigmatizza Alemanno nelle telefonate in cui il sindaco si dice “incazzatissimo, uno vi aiuta e…”, come se niente fosse, o meglio come se tutto dovesse continuare come ha funzionato a Roma, destra, sinistra e centro. Una greppia. Fin qui sarem- mo nel solco di prima. E invece sta cambiando tutto nel rapporto tra la politica e il denaro. Alemanno ha un bel presentare liste civiche, senza la benedizione del Patron del centrodestra che deve aver capito qualcosa più di lui. Si pensi che recentemente il sindaco aveva aperto le braccia al Pd per “fare fronte comune contro Grillo” dopo gli esiti elettorali. Qui c’è la prima grossa novità. L’affaire Mancini/mazzette, comunque si concluda (con l’ovvia presunzione di innocenza) per Alemanno che mi dicono “assai provato”, non metterà in crisi solo il centrodestra ma appunto tutta la partitocrazia capitolina, Pd quindi compreso. Verranno ficcati nello stesso fascio dagli elettori come figure della “casta” cui dal basso, dalla strada, dalla strada virtuale si oppone il M5S, qualificato o abborracciato che sia. L’immaginario, grazie agli scandali e alla crisi travolgente, procede così.

    Ma c’è

    almeno un secondo punto che rimarca la novità della situazione e mi fa dolere della sospetta e deprecabile “censura” o sottocensura mediatica, che suggerisce il caso-Mancini. Grillo, il M5S e i suoi milioni di elettori hanno lavorato sul tempo e senza soldi, dimostrando che si può fare politica senza per forza contemplare rischiosi e ricattatori finanziamenti. Nessun altro lo ha fatto in Italia, né tra i partiti “castali” né tra le formazioni neonate anti-casta, cfr. Ingroia e soci dalla campagna dispendiosa e perdente. Grillo non costa e vince. Esattamente il contrario delle filiere alla Mancini, che hanno rovinato questo Paese e tengono in scacco e in stallo ancora oggi una situazione politica da paura. Se una volta valeva “cherchez la femme”, oggi la pista onnicomprensiva è quella del denaro. Capitale corrotta, dunque, Nazione infetta, stampa correa ed effetto-Grillo devastante in chiave di sistema per aver separato la politica dai soldi… Come mai nessuno ne parla?

    Postato da Redazione
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    Salvatore LEPRE .
    29/03/2013 alle 12:24
    Ormai siamo arrivati alla media di uno scandalo al giorno. C'è ben poco da parlare, ormai non fa piu notizia, bisogna fare solo una bella pulizia con qualche colpo di spugna.

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