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    Home > Il badante > Sul gioco d’azzardo sì che c’è il governissimo
    10
    apr.
    2013

    Sul gioco d’azzardo sì che c’è il governissimo

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    giocodazzardo

    Stiamo affondando. Ma la questione cruciale sembra essere se sia più antidemocratico non varare le commissioni in assenza/attesa di governo, oppure occupare l’Aula parlamentare per protesta. Stiamo affondando. Ma l’antidoto alla malattia mortale della nostra politica sembra essere la risaputa formuletta delle “larghe intese”, che evocata dal fornaio fa sorridere o sghignazzare e invece riproposta dal Presidente della Repubblica e onorata del precedente del “compromesso storico” del 1976 con Berlinguer (ma Enrico, perbacco, Enrico…!) assurge a panacea per molti addetti ai lavori. Interessati. Stiamo affondando: ma è un giulebbe scorrere le inchieste sulla “battaglia per il Quirinale” dei grandi giornali, che da sinistra omettono tutto quello che getta ombre sulla me- desima o sedicente tale e da destra fanno l’opposto. E neppure le cronache quotidiane, miste di suicidi, rapine, completa intossicazione sociale, ottengono il risultato di rimettere in piedi il “principio di realtà” che tutti si sforzano di emarginare: davvero c’è qualcuno che non capisce che per ora gli italiani delle fasce più deboli hanno retto ancora troppo bene alla crisi divorante?

    Niente da fare, a quel che pare. Perché “noi” stiamo affondando e “lorsignori” semplicemente

    no. Per rimanere al maggiore in grado, cioè a Napolitano, e

    al suo monito sulle “larghe intese” con o senza promemoria storico, vorrei sommessamente ricordare che su di esse c’è un astuto malinteso anche soltanto a partire da questa stessa dicitura. Ne parlavo qui una settimana fa, a proposito dell’analfabetismo di ritorno che affligge il Paese e che la classe politica nel suo complesso, ha favorito dissennatamente da più di una generazione. Come? Smontando la scuola pubblica, promuovendo una tv d’accatto, permettendo un mercanteggiamento delle nuove tecnologie senza alcun riguardo per gli effetti sulla popolazione più giovane. Se vogliamo rincarare la dose sulle “larghe intese” già in atto di cui non si parla mai, prendiamo la questione “mafie, politica e gioco d’azzardo“.

    Ne so qualcosa perché ad essa ho dedicato questa settimana una puntata di “Brontolo” su RaiTre, solo una scialuppa nell’oceano mediatico… Roba da naufraghi. Ma da questa scialuppa il notissimo magistrato anti-mafia Nicola Gratteri, il piddino Giuseppe Lumia sopravvissuto a stento in Senato nel voto di febbraio e il pidiellino Raffaele Lauro invece non candidato per “sgarbi a Berlu- sconi” (entrambi ex della Commissione parlamentare anti-mafia) hanno detto cose tremende sull’inciucio o “larghe intese” atte a far crescere il gioco d’azzardo in Italia (cfr. la puntata on line). Sia Lumia che Lauro hanno rimarcato la totale responsabilità della politica nel suo complesso spiegando come la lobby di interesse parlamentare, a sinistra come a destra e in tutti i governi Monti compreso, trovi il modo di mettersi d’accordo quando gli conviene. Che ne pensa Napolitano? Gli risulta? A voi risulta? E poi qualcuno stupisce che Grillo prenda i voti… (vedremo presto per farne che…).

    (Oliviero Beha)

    Postato da Redazione
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