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    01
    giu.
    2012

    La parata del 2 giugno e quella di Buffon: presidente Napolitano, io rinvierei tutto

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    parata2giugno

    Sì, è vero, tagli alle spese di rappresentanza di circa il 20%, e “festa sobria”, dice il Presidente della Repubblica a proposito della conferma della classica parata di domani che ricorda e onora la nascita della Repubblica italiana. Ma a parte il leggero ossimoro della “festa sobria”, un po' come “ballate da fermi”, il segnale forte delle istituzioni nei confronti di un Paese ferito e di un popolo piegato e piagato sarebbe stato invece il rinvio di questa stessa parata. Nemmeno un inedito: come è noto nel 1976 dopo il terremoto del Friuli (ma tu dimmi…forse va cercata appunto nella memoria e non soltanto in quella del 2 giugno la nostra storia…) il Ministro della Difesa, Forlani, lo fece. E non si spappolò “la coscienza nazionale”, come si bercia da più parti sull'abbrivo del 150nario dell'Unità d'Italia ormai alle spalle. E intanto internet soprattutto ma anche giornali vari e tv  e radio aprono alle raccolte di firme su che cosa fare oggi di “questo” 2 giugno e fioccano in percentuali altissime le richieste di annullamento.

    Napolitano parla di simboli da rispettare. Ci deve essere un equivoco, che molto umilmente vorrei trattare qui. Quello che è successo ma dovrei dire purtroppo sta succedendo in Emilia con la “scossa continua”, è una tragedia a miccia lunga con enormi responsabilità, di singoli certo ma anche di un sistema-Paese che ha tollerato fottendosene il dissesto e il rischio sismico (nel quadro idro-geologico più vasto) fino a trovarsi disarmato di fronte alla natura, nel caso catastrofica. E all'interno delle morti c'è anche un fenomeno mostruoso come quello dello sciacallaggio, a vari livelli (i “mostri” che girano a derubare sull'orlo del linciaggio, le commissioni bancarie, le speculazioni sui prezzi ecc.). E nel frattempo “intorno” a questo terremoto tremendo e realistico in dosi sempre più pesanti, si sviluppano gli altri terremoti sempre di sistema. Dal denaro che scorre nelle indagini sui tesorieri di partito a quello della cosiddetta “Scommettopoli” che coinvolge e sta per travolgere il calcio italiano, giustapponendo la parata del 2 giugno a quelle di Buffon, di cui tutto il mondo del calcio conosceva la grande propensione a scommettere in un settore che lo vieta (non sto neppure parlando di partite truccate anche se i fattori sono contigui, parlo semplicemente di scommesse che i tesserati non possono fare, pena squalifiche), dal denaro a fiumi che fanno orrore pensando a morti e sfollati dicevo, è tutta un'alluvione del malaffare o dell'amoralità: la scomparsa di qualunque morale o etica di comportamento. E questo ci riporta ai simboli di cui sopra.

    L'urgenza di un aiuto alle popolazioni colpite, con erogazione di fondi, raccolta di aiuti, collette collettive ecc. mentre il relativo decreto legge arriverà in Parlamento solo il 18 giugno (“velocità lenta” direbbe Napolitano…), confligge con i simboli della parata anche “sobria”. E' molto più vicina all'indifferenza o alla sottostima la continuità della parata stessa, che non la sua sospensione. Essa sì, la sospensione/rinvio, sarebbe simbolica in sommo grado. Un'Italia non morta ma certamente ferita che prende atto in pubblico del suo dolore, e non lo fa con la giornata “in memoriam” del 4 giugno, due giorni dopo la ricorrenza, ma fa coincidere tragedia e sensibilizzazione con la data più importante della sua storia repubblicana. In questo caso sarebbe come se la statua metaforica “in divisa” della giornata storica scendesse dal suo piedistallo ,tra la gente, a partire dal popolo stramazzato in Emilia e diventasse davvero simbolicamente di tutti. Sarebbe un modo forte di rispettare i simboli mettendoli a disposizione delle ferite, da leccarsi comunitariamente in pubblico.

    Non capirebbero i vertici delle istituzioni militari e civili, non capirebbero gli eredi di coloro che hanno dato la vita per risorgere dal fascismo e coronare il sogno centenario della Repubblica, non capirebbero gli italiani per bene, che tutto, a partire dal terremoto vero per toccare tutti gli altri terremoti allegorici, sembra voler affossare? Non capirebbero che una decisione come quella di annullare la parata sarebbe un rafforzamento del simbolo stesso e non una sua diminutio e tantomeno una sua resa alle calamità? Io credo che capirebbero eccome. E invece, Presidente, se scambiano la “sobrietà forzata” da Lei dichiarata per disattenzione nei confronti delle nostre disgrazie, si prepari a ondate di “resistenza civile” o meglio, per come viene chiamata impropriamente, di “anti-politica”. Vogliamo scommettere, come direbbe Buffon?

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    Postato da Redazione
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