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    10
    ott.
    2012

    La realtà sfondata, a destra come a sinistra. Novità (anche politiche) in arrivo, forse non siamo ancora morti

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    S'ode a destra un pernacchio di tromba, a sinistra risponde un pernacchio: questo sembra il riassunto delle forze in campo nella politica tradizionale, compresa tra un governo tecnico, nel profondo politicissimo per tutto ciò che rappresenta in fatto di poteri forti, che pare avviato a continuare sulla sua strada, e le proteste di piazza alla Grillo, ma non solo. Da destra si sfila Berlusconi, preoccupato a questo punto soltanto di come vanno i conti delle sue aziende e del suo curriculum giudiziario.

    Dice che lascia in funzione di Casini, nuovo/vecchio leader del polo moderato. In che cosa consista l'offerta politica, al di là del solito frangiflutto anticomunista, lo sa il cielo, inteso come metafora e come vox piena del Vaticano. A sinistra danno in fase criticissima Bersani, minato dalle defezioni di parte dei suoi colonnelli piddini, o tenenti colonnello, o tenenti e basta, diretti su Renzi intenzionato a rottamare il più possibile. E mentre Vendola e la Bindi tirano le due maniche della giacchetta bersaniana rischiando di lacerarla, cercate su internet la ricostruzione che il valente collega Calapà fa su “Il Fatto quotidiano” del sistemuccio di potere alla fiorentina di Renzi per avere un'idea di quanto gattopardismo ci sia in giro.

    E allora, mi chiederete, che motivi di ottimismo/speranza/augurio per il prossimo futuro ci sono? Sei scemo? Non vorrei filosofeggiare da osteria, ma tutti questi segnali mi dicono che la realtà sta cambiando, si sta ammutinando contro se stessa, cioè contro l'andazzo che ci ha ridotti così. Se volete anche Monti e Grillo, naturalmente polarmente opposti, sono segnali di questo Bounty Italia che così non può reggere più, né con la cosmesi di Berlusconi incasinato né con l'aggiornamento dei Bersani/D'Alema rottamati e renzimati. Si è g

    ià sfaldata la realtà economica, quella politica ha preso le fattezze di Mario Monti e ora sbraca un po' dappertutto, in Regioni e Province, nei partiti e nelle loro propaggini socioeconomiche.

    Quando scrivo di questo insieme che si sfarina, vengo spesso accusato di fare di ogni erba un fascio, di sostenere che “sono tutti uguali”. Non l'ho mai detto né scritto, e casomai questi sono assai frequentemente i commenti sulla politica di destra e sinistra troppo spesso tanto simigliante che leggo qui. Ho cominciato invece diversi anni fa (2007,”Italiopoli”, ed. Chiarelettere, prefazione di Beppe Grillo anticipatrice di tutto il Movimento 5 Stelle), a sostenere che in questo Paese ormai destra e sinistra fossero “complementari” nello sfascio, e nello svuotamento della politica di contenuti a favore di quella di immagine che ci assedia.

    Complementari, sì, gli uni con gli altri, funzionali a reggersi in piedi finché possono, bisognosi di compattarsi anche nelle loro “guerre” quasi sempre “pacioccone”: la complementarietà è un concetto e un'impressione difficile da realizzare e “maneggiare”per l'opinione pubblica. Perché se davvero tutti o quasi percepissero i due schieramenti come eguali, forse questo Paese sarebbe già sceso in piazza con i forconi manzoniani. Nel 2007 cogliere la complementarietà era allora molto più arduo. Oggi forse ce la possiamo fare…

    Ricominciare a ragionare con la propria testa, cercando informazioni e mettendole a confronto anche grazie al web… riprendere sulle proprie spalle la politica, le domande, i bisogni, gli ideali….forse dal basso si può sperare che la realtà non ci freghi come ci ha fregato finora la sua impalcatura mediatica, finta e televisiva, che ci ha portati nel burrone. Coraggio, si può fare o almeno tentare di farlo…

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    Postato da Redazione
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