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    16
    feb.
    2013

    Vota Toni vota Toni, ma è Servillo ed è un film… e intanto Berlusconi "legittima" le tangenti. Che fare?

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    "Viva la libertà" è il film che Roberto Andò ha tratto dal suo romanzo "Il trono vuoto"
     
    "Viva la libertà" è il film che Roberto Andò ha tratto dal suo romanzo "Il trono vuoto"

    Non è la

    riedizione del leggendario “Vota Antonio vota Antonio”, di Totò… Semplicemente ho avuto la fortuna di prendermi una boccata d’aria in questa campagna elettorale spaventosa e asfittica quant’altre mai (quale specchio della situazione italiana, ovviamente) andando al cinema. Sì, proprio così, e se potete vi consiglio di fare altrettanto. Il film di cui parlo è il recentissimo “Viva la libertà”, di un regista dalla mano felice come Roberto Andò e con un protagonista d’eccezione, Toni Servillo, a mio modestissimo parere il miglior attore italiano in circolazione e stavolta nella parte più congeniale, una specie di vestito d’alta sartoria più che su misura.

    La cosiddetta trama è lineare e in qualche modo mitologica. Il segretario del “principale partito d’opposizione”, in Italia e oggi ma tu guarda la tempestività…, è in crisi. Come il partito, come i suoi elettori, come il Paese. E si è in campagna elettorale, con i sondaggi a picco… Tale segretario, il serio e affaticato Servillo 1, contestato dalla realtà si eclissa improvvisamente e per riempire il “buco” viene comicamente “ingaggiato” il suo gemello, un filosofo folle con marcati precedenti psichiatrici e annosi ricoveri alle spalle. Servillo 2 è tanto brillante e “assoluto”, cioè “ab solutus”, sciolto da tutto, quanto il gemello era oppresso dalle contingenze relative. Ha, per così dire spicciamente, un altro punto di vista nei confronti del mondo, delle persone, della politica. E non  ha problemi nell’esporlo, “gratuitamente”, senza calcoli. Le due cose, il punto di vista e la sua esposizione, sono un detonatore banale e rivoluzionario.

    Nello stupore generale Servillo 2, pieno di humour e vitalità, sbanca la campagna elettorale e ridà credibilità, passione, vita a un progetto sbiadito e mandato prematuramente in pensione, quello di non mancare mai di rispetto a se stessi e quindi agli altri. Il vestito attorale è su misura perché Servillo è grande sempre ma a volte si fa rinchiudere nello scafandro di una parte dando l’impressione di voler e poter “evadere” dal suo personaggio. Qui la trama lo autorizza a farlo in modo straordinario, non ne basta uno, ce ne vogliono due. Per lo spettatore è un godimento, il film è brillante e di un’attualità feroce, mettetici pure un Valerio Mastandrea perfettissimo come segretario del segretario e avrete il quadro completo. Cinematografico. Mancherebbe quello politico…

    Berlusconi “legittima” le tangenti – Ebbene, mentre Berlusconi si supera e legittima a modo suo le tangenti internazionali (ma suvvia, anche quelle nazionali…), sulla strada imboccata ormai una decade fa dal suo Ministro dei lavori Pubblici, Lunardi, che sentenziava la necessità di “convivere con la mafia”, un film, un piccolo film di grande spessore, ti dice che si potrebbe anche non essere così, che passione e onestà intellettuale sul limitare della follia, meglio se virgolettata (così, “follia”), possono vincere o almeno diradare la nebbia delle coscienze e delle cattive abitudini. Intendiamoci, che in molti o moltissimi vadano avanti a incamerar commesse a colpi di tangenti come sostiene il Caimano è vero, ma è un realismo che non ha nulla di etico, e se non intendi combatterlo abbiamo perso tutti, in partenza. Quindi pensate all’esempio che ne deriva, in questo come in altri frangenti in cui vince sempre l’illegalità e questa vittoria viene accettata “pragmaticamente”.

    La prossima sarà “arrestare gli onesti” perché parificati ai fessi? Penso a Servillo, a Berlusconi, a Bersani, a Monti e via a scendere, e mi chiedo come fare per votare per Toni: se scrivo il suo nome sulla scheda me la daranno per buona? E altrimenti perché devo continuare a turarmi il naso (alla Montanelli per la vecchia DC) o piuttosto ormai a turarmi tutti gli altri orefizi? Non finirò prima anossico e poi asfissiato? Come il Paese, del resto.

    Postato da Redazione
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    Pino .
    18/02/2013 alle 14:14
    Caro Beha, come la capisco! E' sempre meglio un film, che la realtà. Mi domando e le domando: ma possibile, che in questo paese qua (come direbbe Bersani/Crozza) ogni volta che andiamo a votare dobbiamo turarci il naso, per non senire la puzza o coprirci gli occhi, per non vedere quel che succede? Possibile che un cittadino, nel segreto dell'urna, debba ogni volta sopprimere uno dei suoi sensi e votare sempre il meno peggio? Possibile che un paese di oltre 60 milioni di abitanti sappia esprimere solo altrettanti commissari tercnici della nazionale di calcio e non sappia trovare una manciata di persone oneste per governare questa Nazione? Ma è normale tutto questo?
    Doriano2 la vendetta .
    17/02/2013 alle 20:36
    Ma il potere temporale di Prodi non era finito?

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