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    29
    mar.
    2013

    Lettera aperta a Battiato, un grande italiano, sulle ?troie?, il governo, il Paese e il baratro delle ipocrisie

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    Franco Battiato

    Caro Franco quale sei da quando canti, ma ancor prima anagraficamente caro Francesco come persona e come cittadino di primissima qualit?, avrei voluto scriverti questa lettera a proposito di un governo che non nasce e della stranezza, dopo 5 settimane di agonia economica, sociale e politica dalle urne, di un incarico “congelato”. Ma che vuol dire? Ci prendono in giro? Forse la formula pi? adeguata ? non che “Bersani non abbia rinunciato all’incarico” ma che sia l’incarico ad aver rinunciato a lui…

    Oppure ti avrei chiesto che ne pensassi della tragicomica sequenza dei Mar? (nata dai pescatori indiani morti, non dimentichiamolo) con relativa liquefazione in Parlamento in tempo reale di un governo dei tecnici improntato alla “seriet?” e alla “sobriet?”. Che vergogna!!! O ancora della invereconda sceneggiata sulla pelle o meglio la memoria della pelle di Francesco Aldrovandi, sceneggiata che confonde responsabilit? penali accertate di qualche divisa con il lavoro rispettabile di tutti gli altri facendo un grave danno alla sensibilit? comune.

    E invece dobbiamo per forza, dopo la tua esternazione al Parlamento Europeo e la tua cacciata dalla giunta siciliana in cui eri assessore, parlare di “troie”. Ti hanno crocifisso per il linguaggio, qualunque contestualizzazione concettuale o cronologica (“il Parlamento italiano, ma di prima”) tu abbia poi fornito. Sai, con le “troie” non si scherza, chi tocca la parola?muore almeno in pubblico e con riferimenti che vanno dal letterale al metaforico. Tanti anni fa, forse pi? di mezzo secolo, il famoso latinista Ettore Paratore durante un esame accademico conged? una studentessa evidentemente impreparata con un “Vada, vada, Troia fumante” in cui si perse il significato epico e invece rimase quello specifico e personalizzato: uno scandalo, querele, Paratore costretto ad andarsene (se non ricordo male…).

    Come fosse formato, sul piano della legalit? e su quello dell’etica il precedente Parlamento lo sanno tutti, e Beppe Grillo che pure parla oggi a proposito dei notabili interpartitici di “padri puttanieri di questa Repubblica” nasce per reazione a tutto ci?. Come anche nell’attuale Parlamento non si sia chiusa la porta agli impresentabili, ? evidente dalle liste pubblicate da qualche giornale, ovviamente neppure da tutti. Eppure come mai Napolitano incontra il Grillo delle parolacce e invece Crocetta caccia te dopo una notte che gli ha portato evidentemente sconsiglio? Forse e paradossalmente Grillo “non” ? una persona seria, nell’accezione comune, quindi pu? parlare cos?, tu invece lo sei e dunque fai pi? male. Basterebbe riprendere la filiera terminologica, e risalire dalle “troie” ai “protettori” o ai “magnaccia”, e gi? ci muoveremmo in un contesto di cronaca e di nomi. Ma guai a farlo, verrebbe gi? il teatro (il Palazzo…). Oppure usare “troia” come vocabolo riassuntivo della prostituzione generalizzata e metafisica di un Paese dall’alto verso il basso (cfr. un pamphlettino del 2005, “Crescete & prostituitevi”) per affrescarne lo stato. Che poi produce l’odierna situazione dell’Italia e dello stallo governativo. Ma di tutto questo?niente, siamo rimasti a uno come Battiato “che non pu? esprimersi cos?”.

    D’accordo, non puoi. Nell’ipocrisia generalizzata di un Paese allo stremo il capro espiatorio di superficie sei tu, artista “politico”: non dovrebbe essere difficile capire che sei politicissimo soprattutto quando usi la tua fama per dare scandalo e suscitare sdegno. Solo che lo deviano verso le parole… Autoincolpandosi tutti quanti i nostri rappresentanti parlamentari. Bizzarro… Se ad esempio dicono che la stampa italiana ha delle

    colpe mostruose io non mi sento offeso, anzi concordo. E dunque? Non c’? qualcosa (o tutto) che non va? In conclusione totale solidariet? a te, Francesco, e Franco. Ma con una notazione a margine. Ti prego, non infilare nel concetto di destra l’impresentabilit? di “questa destra” che fa il paio (grillescamente, s?) con “questa” sinistra in “questa” Italia e in “questa” orrenda, interminabile stagione. Concorderai che sinistra e destra sono concetti altrettanto legittimi anche su base logica e logistica. C’? una sinistra perch? c’? una destra, e viceversa, altrimenti il tutto non avrebbe senso. L’impresentabilit? ? sempre delle persone, comunque all’interno di un’idea accettabile di democrazia e di civilt?. Il resto sono, ahim?, soltanto “troiate”.? Sperando che Crocetta rinsavisca ti saluto con stima.

    Tuo Oliviero

    Postato da Redazione
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