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    01
    mar.
    2013

    Perché l’M5S non è un fenomeno passeggero

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    movimento-5-stelle-roma

    Vorrei passare dalla logica, che a mio parere è uscita al galoppo dalle urne, alla semplicità/linearità/trasparenza di ciò che sostiene Grillo, che è sotto gli occhi di tutti solo a volerla vedere. Ma in un momento in cui alla Flaiano in molti nelle caste e nella supercastapolitica tentano di salire sul carro del Movimento 5 Stelle, almeno precisiamo un punto: la libertà di opinione e l’indipendenza di giudizio si pagano care. Uno ha il diritto di pensare e sostenere il meglio o il peggio di Grillo o di qualunque altra cosa, possibilmente non alterando la realtà né contraffacendola come invece è accaduto e accade quasi sempre: ma un conto è che lo faccia disinteressatamente, per l’esercizio della facoltà di critica, un conto è che tifi pro o contro qualcuno

    (nel caso Grillo) oppure “investa in borsa” (nella borsa dei vantaggi personali) scommettendo su qualcuno (nel caso sempre Grillo) per cavarne un utile.Chiamasi speculazione ma non nel significato nobile di ragionamentoteoretico.

    Tutto il capoverso precedente riguarda lo stato della politica politicante, della stampa e degli intellettuali (sic!!!) di questo Paese, in toto e in parte. Che poi si lamentano della poca democrazia di Grillo in questo campo. Sarebbe giusto, legittimo farlo in teoria e in assoluto, ma senza i carichi pendenti di cui

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    sopra. Altrimenti è quella che i presocratici chiamavano dottamente “presa per il culo”.

    E adesso a noi, a voi, a lui, a loro: nelle borgate romane peggio messe, cfr. la leggendaria Tor Bella Monaca, Grillo ha fatto il pieno di voti. Più di Berlusconi, con quel popo di promesse sulla restituzione dell’Imu, una forma sofisticata di voto di scambio pre-elettorale oggetto di denunce alle Procure. Intendiamoci, il terreno è scivoloso e De Gregorio, l’ex IDV che ha avuto (dice lui) 3 milioni per cambiar casacca dall’allora Presidente del Consiglio, potrebbe addirittura invocare l’esempio di Lincoln come dimostra l’omonimo film in cui durante la guerra di secessione lo storico Abramo compra deputati e allunga il bollettino bellico per arrivare all’abrogazione della schiavitù. Mi sento di escludere che il duo Berlusconi-Di Gregorio si sia mosso con fini analoghi…

    Ma che c’entra Tor Bella Monaca e il voto a Grillo? C’entra se seguiamo il percorso del denaro. Le fasce più deboli in Italia (e non solo) non ne hanno più. Il minimo che pretende chi soffre senza lavoro magari affogando nell’usura dei mutui è non veder resistere i privilegi, che sono certamente potere ma alla fin fine soldi. I tagli ai parlamentari, alle loro prebende, alle Province, ai rimborsi elettorali, alle auto blu…vengono bollati dai benpensanti come “qualcosa che non va bene ma non cambia la situazione”. Non cambierà quella economica ma c’è un sentore, uno spirito del tempo da considerare.

    Ebbene, lasciamo al momento da parte i vari programmi macroeconomici di Grillo, che sembrano non

    spaventare più di tanto il segretario di Stato americano John Kerry in visita a Roma che si è dimostrato molto interessato all’M5S né intimorire un industriale di grandissimo successo anche se non immacolato penalmente di fronte al fisco come Del Vecchio di Luxottica. Tra le ipotesi di Grillo di cui si deve discutere ci sono anche queste necessità primarie: ridurre sprechi e privilegi che offendono il sentore comune.

    Non è così difficile, giacché a parole tutti dicono che sarebbe giusto tagliare, ridurre, eliminare, ma lo dicono ipocritamente senza volerlo fare davvero, esattamente come è accaduto con la legge elettorale “porcata” ( a chi difende qui il Pd sulla questione suggerisco di andarsi a controllare la legge elettorale della Regione Toscana, precedente alla “porcata”). Grillo appare credibile nella volontà di farlo, anche perché la sua campagna elettorale non è costata nullamentre quella di tutti gli altri, per dire Ingroia compreso, è stata costosissima. Se il buon giorno si vede dal mattino…Il resto è schermaglia politica, e i prossimi giorni ci chiariranno (forse) le idee.

    (Oliviero Beha)

    Postato da Redazione
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    Andrea Barsotti .
    01/03/2013 alle 20:26
    Mi auguro che lei abbia ragione sul fatto che il resto sia null'altro che schermaglia politica. Temo invece che Grillo sia affetto dalla sindrome del duro e puro o meglio che lo voglia far credere al fine di "costringere" il PD all'abbraccio mortale con Berlusconi.

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