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    19
    apr.
    2013

    Chiunque salga sul Colle, il “mostruoso pasticcio” è stato fatto

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    Pier Luigi Bersani e Angelino Alfano
     
    Pier Luigi Bersani e Angelino Alfano

    E’ molto probabile – almeno per qualcuno in ordine di tempo – che mentre leggerete queste righe sia stato eletto il dodicesimo Presidente della Repubblica. Saltato Marini, della nomenklatura restavano in piedi D’Alema “garanzia” per Berlusconi e Prodi suo “avversario”. Divertitevi con il virgolettato in un Paese in cui “il più pulito c’ha la rogna”… Altrimenti in un sussulto di dignità salverebbe la faccia e forse il

    presente immediato dell’Italia uno come Stefano Rodotà. Ma il nome del nuovo Presidente potrebbe far dimenticare in fretta il

    “pasticcio del Quirinale”. All’importanza della memoria e contro l’oblio di un Paese di lotofagi, di mangiatori di loto, sono dedicati questi punti.

    1) Per cortesia nessuno si chieda più d’ora in poi “come mai vince Berlusconi”. Con quello che è successo fino a ieri con Marini, l’inciucio di “Bersanoni” ecc., è ovvio che elettoralmente si garantisce a Berlusconi una vittoria a mani basse. In superficie.

    2) Questo al netto della “berlusconizzazione” in profondità del costume italiano, a destra come a sinistra: senza valori né identità, si consuma la politica come un pannolino. Almeno da 6 anni definisco la “casta” un insieme di OGM, di organismi geneticamente modificati. Non vogliono cambiare perché sono appunto complementari, in questa stagione di vuoto: simul stabunt, simul cadent eccetera. Quindi in realtà “non possono” cambiare.

    3) L’inciucio notturno pro Marini, finito come è finito, è una sublimazione del Porcellum elettorale che a parole tutti biasimano ma operativamente tutti conservano a denti strettissimi: candidano rappresentanti del popolo e poi a salire Presidenti della Repubblica nel chiuso di una stanza senza dover rendere conto a nessuno se non a loro stessi. Auroreferenziali al cubo. Il contrario della trasparenza. Il tutto mentre l’Italia muore (cfr. Gino Strada nel suo straordinario intervento in “Servizio Pubblico”, di ieri, su La7).

    4) Quindi al di là di Marini è il metodo che grida vendetta, e che dunque li riguarda tutti, perlomeno tutti coloro i quali hanno partecipato a questa spartizione di pani e pesci che l’Aula invece che moltiplicare ha fatto sparire. E questo metodo è il loro, non ne hanno altri, chiunque stiano eleggendo o abbiano eletto per il Quirinale.

    5) A nessuno dei nostri eroi passati sembra importare nulla dell’Italia e degli italiani: Bersani fa la sua corsa zoppa, Renzi vuole sostituirlo, i reduci alla D’Alema geneticamente non mollano, Berlusconi semplicemente non vuole finire in galera come se davvero i giudici fossero tutti “rossi” e lui una vittima ecc.

    6) La botta che è stata data con il “pasticcio del Colle” alla credibilità/affidabilità della politica è stata mostruosa: da sempre, anche se per le nuove generazioni forse è sanscrito, si diceva dello scollamento tra Paese reale e Paese legale (cfr. le istituzioni, i partiti, la politica in genere…). Ebbene, di legale è rimasta forse l’ora, mentre la realtà si sfalda quotidianamente. E loro giocano sulle macerie. Qualcuno gliela farà mai pagare? E come? E quando?

    (Oliviero Beha)

    Postato da Redazione
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