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    03
    apr.
    2013

    Dai “10 saggi” di Napolitano alla qualità del personale “politico”: di chi avete stima, di chi vi fidate oggi?

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    parlamento

    Il commovente funerale di Enzo Jannacci, certamente un eponimo musicale e artistico e un campione di umanità, mi fa venire in mente strani pensieri. Sapete, come nelle vignette di Altan, “pensieri che non condivido” o comunque con i quali intendo fare i conti in pubblico. La statura di Jannacci nel suo campo allargato è indiscutibile. Scompare, e già ci manca. Dunque qualcuno che si faccia rimpiangere c’è. Ma ce ne sono anche in politica, specie adesso che se ne inventano una al giorno, compresa la fase inedita dei “10 saggi” su alcuni dei quali avrei parecchio da ridire e non certo e non solo “perché non sono donne” (argomento da riprendere seriamente in una prossima occasione)?

    Vediamo. E oltre che il “metodo Jannacci”, cioè la qualità indiscussa dell’artista e lo spessore personale dell’uomo, usiamo anche il “metodo Kronos”, cioè il paragone con altri che li hanno preceduti. Cominciamo dal Pd. Qual è secondo voi il livello di Bersani, o di Renzi che si prepara a rilevarlo dopo essersi “modernizzato” e “popolarizzato”

    dalla De Filippi (non porta bene, lo fece grottescamente anni fa anche Fassino con la sua tata…)? Sono degli Jannacci nel loro campo? E se prendiamo come riferimento – che so – un Enrico Berlinguer di trent’anni fa, sono anche lontanamente alla sua altezza? E Vendola? Diciamo tutti che “parla bene”: parla davvero così bene da lasciare una traccia imperitura? E con chi è paragonabile secondo i due metodi in questione?

    Continuiamo con Berlusconi. Qui sono il primo a dire che i due metodi, quello “Jannacci” e quello “Kronos”, non funzionano abbastanza. Silvio è un unicum, e può essere commisurato solo con se stesso vent’anni fa, o dieci anni fa…La sua strenua battaglia per non finire in galera, travestita da battaglia per la libertà, è la realizzazione suprema di un uomo d’affari che non è affatto di destra se non per occasione, giacché se glielo avessero proposto, avrebbe volentieri guidato anche la sinistra. E naturalmente avrebbe vinto… E’ un genio, ma a giudicare da ciò che ha fatto un genio del male…

    E Monti? Dopo quello che si è visto negli ultimi quattro mesi, è uno Jannacci della sobrietà e del rigore? E’ una figura che rimarrà per quello che vale lui medesimo e non solo e non tanto per la stagione che porta il suo nome e la sua responsabilità? E confrontato con la galleria democristiana da De Gasperi in poi, come lo valutate? Ai primi posti? Agli ultimi? Anche Grillo è senza precedenti, e qualunque tentativo di mettergli a fianco il Guglielmo Giannini del secondo dopoguerra in termini di “qualunquismo” è di poco respiro, anche se con un briciolo di verità. Per Beppe e il M5S userei un ulteriore parametro: sono all’altezza dell’immane compito che si sarebbero preposti? Sono rivoluzionari? Sono solo “normali” di fronte a un’impresa straordinaria? Ecc. ecc. Ve l’avevo premesso: sono pensieri spettinati. Ma forse con le risposte aiutano a chiarirsi le idee.

    (Oliviero Beha)

    Postato da Redazione
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    Antonio Carlucci .
    03/04/2013 alle 10:34
    Dei quattro nominati, Bersani,Monti, Grillo e Berlusconi l'unico che non abbia messo il suo nome sul simbolo del Partito è stato Bersani e già questo me lo mette su di un piano diverso.Gli unici due a presentare un programma serio, che si sia d'accordo o meno sul contenuto, sono Bersani e Monti. Quelli che basano il loro successo su perfomance mediatiche e narcisiste ( non essendo ne Segretari, democraticamente eletti, ne candidati alla Presidenza del Consiglio)sono i due clown, come giustamente definiti dall'Economist. Non c'è contesto. Piuttosto gli italiani degli anni '60 e '70 come sono cambiati ? In meglio od in peggio?

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