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    28
    giu.
    2012

    Il muro di gomma di Berlino

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    monti merkel

    I Tg di giovedì 28 giugno 2012 - TG 5 esordisce con il titolo “Doppia Sfida, Forza Italia”, ma anche Tg 3 con la voce ed il volto della direttrice Bianca Berlinguer si conclude con lo stesso augurio. TG 1 titola su l’Europa, ma poi apre sul calcio. Per Mentana è confermato: né Monti né Merkel vedranno la partita. Il sincronismo tra la sfida con la Germania a Varsavia e il tentativo di sfondare il muro di gomma della Merkel sembra l’invenzione di un abile sceneggiatore. Mentre stiamo scrivendo non conosciamo il risultato del doppio confronto e anche noi ci apprestiamo a guardare la partita degli azzurri e a seguire per tutta la notte gli sviluppi del Consiglio d’Europa su Rainews. La situazione è tesissima: stiamo parlando di Bruxelles, e Tg 3 segnala come il presidente dell’Europarlamento  Schulz abbia introdotto i lavori facendo riferimento a Sarajevo e al trattato di Versailles, ovvero a due momenti tragici e forieri di tragedie nella storia del Continente. Fuor da confronti che fanno accapponare la pelle, è certo che Angela Merkel assomiglia alla custode di un bunker inespugnabile da cui si intende controllare l’Europa che verrà, con il rischio di ridursi a dominare il fantasma dell’Unione.

    Passando dalle miserie europee a quelle italiche i Tg riprendono ampiamente Napolitano che si duole per il naufragio dell’intesa sulle riforme istituzionali, ricevendo forti critiche da Cicchitto e Maroni, autori del “biscotto” sul Senato federale, anticamera di un nulla di fatto.

    Cercando con il lumicino qualche buona notizia fresca o di giornata, segnaliamo l’attenzione del Tg 3 e di TG La 7 alla grande vittoria di Obama con la sentenza della Suprema Corte che ha benedetto la sua “storica” riforma sanitaria. Un’altra mezza buona notizia o, meglio, una buona notizia a metà, e l’avanzamento in Parlamento delle nuova cornice delle provvidenze all’editoria, orfana ancora di adeguati finanziamenti; intanto molte testate sono chiuse, indicando una via quasi obbligata a tante altre. Nel commento abbiamo sentito il Segretario della Federazione Nazionale della Stampa Franco Siddi che “preme” per il binomio rigore-risorse.

    Infine un deferente saluto a Sergio Marchionne che, ripreso da quasi tutti i Tg, ha deciso di chiosare a suo modo la sentenza romana che ha obbligato la Fiat a riassumere 145 operai con tessera Fiom fino ad oggi discriminati. Per l’ad del Lingotto quella sentenza è una manifestazione folkloristica. Speriamo che per la difesa dei diritti del lavoro ne giungano molte altre analogamente “folkloristiche”.

    Luca Fargione

    Il Commento di Franco Siddi, Segretario Generale della FNSI
    (Intervista di Alberto Baldazzi)


    Franco Siddi, la cornice della nuova regolamentazione del sistema dell’editoria cosiddetta “debole” sembra di buona fattura. Il problema è ora cosa ci si mette dentro.

    “Buone regole  – abbiamo detto noi dell’Fnsi – hanno un senso se non sono scritte sulle lapidi. Vogliamo tutti che i giornali che hanno contributi pubblici non muoiano; le regole sono ottime, ma perché i giornali non muoiano occorre metterci dei fondi. Per il 2012, l’anno in corso, i fondi sono pari alla metà di quelli dell’anno precedente. In queste condizioni le buone regole non produrrebbero un bel niente. La conclusione non può essere che buone regolegiornali veri, che privilegino l’occupazione con tetti ben precisi; giornali che si vendono e che viene certificato siano distribuiti ai lettori. Tuto questo, però, deveservire per incrementare e portare alla giusta misura lo stanziamento dei contributi, altrimenti si è fatto  di buco nell’acqua”.

    Siddi, vogliamo ricordare che questa non è un’istanza corporativa che riguarda il mondo dei giornalisti e qualche centinaio di nostri colleghi, ma piuttosto regole e  valori rilevanti. Perché l’editoria debole, anche se debole, è comunque rilevante nel panorama nazionale.

    Mi pare che questo aspetto vada proprio segnalato: si è creata un’idea diffusa che ci fosse solo malcostume, e che finanziare la stampa significasse appunto finanziare chissà cosa di obliquo. La stampa minore è  invece  garanzia del pluralismo nel Paese, ma soprattutto nei territori. Nelle provincie italiane, senza i giornali nati intorno a cooperative e gruppi d’idee ci sarebbero soltanto giornali di potentati; giornali – diciamo così – “monoculturali”. Non mi pare che questo rappresenti  bene i valori della democrazia, della libertà,della civiltà di un paese. Finanziare questa stampa e sostenerla significa fare uno sforzo per la democrazia e la libertà, per la completezza dell’informazione, per il confronto delle notizie e delle idee”.

    Dati Auditel di mercoledì 27 giugno 2012

    Tg1 – ore 13:30 3.200.000 (19,23%) ore 20:00 3.884.000 (22,58%).
    Tg2 – ore 13:00 3.064.000 (20%) ore 20:30 1.317.000 (6.16%).
    Tg3 – ore 14:30 1.521.000 (10,15%) ore 19:00 1.660.000 (13,71%).
    Tg5 – ore 13:00 3.016.000 (19,51%) ore 20:00 3.344.000 (18,77%).
    Studio Aperto – ore 12:25 2.393.000 (19,43%) ore 18:30 931.000 (10.02%).
    Tg4 – ore 11:30 527.000 (8,50%) ore 19:00 743.000 (6,14%).
    Tg La7 – ore 13:30 656.000 (3,93%) ore 20:00 1.386.000 (7,72%).

    Fonte: www.tvblog.it

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    Postato da Osservatorio TG
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