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    26
    giu.
    2012

    In onda il doppio petto del Pdl

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    Monti-Berlusconi[3]

    I Tg di martedì 26 giugno 2012 - Nel pomeriggio ci siamo stropicciati gli occhi assistendo  all’integrale della discussione alla Camera sul “mandato” al Governo per l’imminente vertice europeo: i maggiori interventi tutti “oculati”, convergenti e senza forzature e miserie partitiche; un Presidente del Consiglio che – quale che sia l’opinione che si ha del suo governo -  appare preparato e agguerrito, oltre che realista sulla difficoltà di ottenere risultati concreti nell’immediato nel braccio di ferro con la Merkel. Anche Frattini – che in genere non brilla – ha tenuto un discorso preciso e equilibrato. Insomma, ci siamo per un  momento rinfrancati. Solo per un momento, però: il Pdl  double face, infatti, negli stessi minuti con Berlusconi e il cerchio magico dell’ex premier, tendeva a demolire il positivo “clima da spogliatoio” che si è respirato in Aula. Niente mozione unitaria nel voto di domani, per mantenere la propria specificità; B “nuovo” ministro dell’economia in un imminente nuovo governo presieduto da Alfano; l’”indeterminatezza” sugli obiettivi di Monti per Bruxelles; gli elettori (residui) del Pdl che per due terzi odiano Monti. Ma c’è di più: in vista di auspicate elezioni anticipate, niente elezione del nuovo Consiglio di Amministrazione Rai, con l’obiettivo di tenere lor signori e Lei in prorogatio per meglio “gestire” la campagna elettorale. Ovviamente le contraddizioni tra atteggiamenti a parole responsabili e atti concreti irresponsabili non le troviamo, non ce le spiegano i Tg Mediaset e nemmeno Tg 1. Più esplicito Mentana che parla di un Monti inviato a Bruxelles con le buone maniere ma, più che sulle ali di un reale appoggio, con qualche stampella. Tg 2 propone un Berlusconi nel ruolo poco credibile di padre nobile di Monti, anche se poi fa dire a Bersani che l’ex premier è pazzo quando gioca con l’euro come se si fosse al monopoli. Buone le coperture di TG 3, Tg 2 e Tg la 7 sulla vicenda Rai.

    Per il resto segnaliamo che TG La 7 e TG 3 riprendono ampiamente il comunicato della Ministra Cancellieri che deplora le offese turpi lanciate via web alla madre del giovane Aldrovandi da parte di uno dei poliziotti che l’ha ucciso, e che per questo è stato condannato con sentenza passata in giudicato. Si attendono ora provvedimenti concreti, ovvero l’allontanamento dalla Polizia di Stato.

    Ottimo il servizio del Tg 3 che ci informa che l’Onu vorrebbe “commissariarci” perché non riusciamo a porre un rimedio anche solo parziale alla piaga delle donne picchiate e uccise da italici maschietti.

    Nel commento, infine, abbiamo voluto ascoltare Daria Bonfietti, Presidente dell’associazione familiari delle vittime di Ustica, perché il tempo passa per tutti ma nel caso delle stragi – domani è il trentaduesimo anniversario dell’abbattimento del DC 9 Itavia – non porta mai una definitiva parola di verità.

    Lorenzo Coletta

    Il Commento di Daria Bonfietti, Presidente Associazione Familiari Vittime di Ustica
    (Intervista di Alberto Baldazzi)

    Daria Bonfietti, 32 anni non sono un periodo breve, ma comunque  i dubbi, le perplessità e i buchi neri su Ustica sono attualissimi e si fanno sempre più spessi. In queste ultime ore ci sono stati segnali anche importanti, non so quanto efficaci: Prodi e Veltroni che scrivono che “la verità non può essere disattesa”…

    “Penso che queste prese di posizione siano molto importanti, ci fanno sentire meno soli anche in questo trentaduesimo anniversario. Credo che sia davvero inaccettabile che in uno stato di diritto, dopo 32 anni, si debba prendere atto  che è stato abbattuto un aereo civile in tempo di pace e non si riesca a sapere, o non si debba sapere, chi sono i colpevoli. L’unica cosa nuova in questo anniversario è che qualcuno ha risposto, ed è il Belgio, che probabilmente non è stato “informato” dagli altri, e quindi ha “rotto la consegna” del silenzio rispondendo, appunto,  che c’è un segreto. Mai come in questo momento i segreti di stato “parlano” e urlano la loro verità. Dice il Belgio: “Le notizie sono di natura tale da pregiudicare gli interessi militari essenziali del Belgio”. Credo che questa sia un’importante dichiarazione. Gli si chiedeva che cosa facessero molti suoi aerei quella notte a Solenzara, di cui vi era evidenza per i giudici, e questa è stata la risposta: non vogliono, o non possono rispondere per non pregiudicare gli interessi militari.  Allora io credo che non possiamo non andare avanti,  perché manca solo l’ultimo tassello. Credo che il nostro Paese ed il governo debbano attivarsi maggiormente affinchè quest’altro spezzone, ma bene importante, di verità possa essere scritto. Voglio ribadire che la maggior parte dei cittadini italiani e delle istituzioni di questo Paese, Presidente della Repubblica compreso, sono al nostro fianco. Continueremo la nostra lotta per la verità perché pensiamo sia inaccettabile questo buco riempito solo da silenzio. Lo stiamo dimostrando in tutti i modi: qui a Bologna abbiamo allestito un museo per la memoria di Ustica, che vede la presenza del relitto insieme a quella di un’opera importante di un’artista contemporaneo. Abbiamo voluto che la gente si avvicinasse, seppure lentamente, alla verità.”

    C’è anche un’assonanza nelle cronache e nelle rievocazioni di Ustica di questi giorni con altri temi, tipo quello della stagione stragista della mafia  e dei rapporti Stato- mafia. Ti senti di esprimere una tua sensazione sulle vicende che hanno dato vita a scambi anche feroci in questi giorni sulla stampa?

    “Io voglio solo dire che se c’è qualcosa che accomuna tutte queste tragedie è proprio il constatare che vi sono stati sempre e comunque degli uomini, degli apparati dello Stato che hanno “contribuito” ad allontanare le varie verità.”

    I familiari delle vittime della strage di Ustica, però, il Quirinale lo hanno sempre avuto vicino…

    “Assolutamente sì. Due anni fa, in occasione del trentesimo anniversario abbiamo avuto modo di parlare e di rendere a tutti chiari il senso, il motivo e l’abnegazione con i quali abbiamo fatto questa battaglia e il Presidente della Repubblica ha avuto modo di riconoscere che purtroppo sugli intrighi internazionali alcuni comportamenti “strani” da parte di alcuni corpi dello Stato si sono succeduti. E allora andiamo tutti nella stessa direzione, vorremmo tutti avere un Paese in cui ci si potesse sempre fidare delle nostre forze armate, degli apparati dello Stato, ci si potesse sentire difensori di uguali ideali e diritti. Purtroppo – strano a dirsi -  non è sempre così.”

    Dati Auditel di lunedì 25 giugno 2012

    Tg1 – ore 13:30 3.224.000, 19,10 % ore 20:00 3.919.000, 22,18 %.
    Tg2 – ore 13:00 3.129.000, 19,72 % ore 20:30 2.051.000, 10,11%.
    Tg3 – ore 14:30 1.505.000, 10, 15 % ore 19:00 1.691.000, 14,41 %.
    Tg5 – ore 13:00 3.157.000, 19,69 % ore 20:00 2.982000, 16,82 %.
    Studio Aperto – ore 12:25 2.641.000, 20,92 % ore 18:30 1.023.000, 10,97 %.
    Tg4 – ore 11:30 456.000, 7,11 % ore 19:00 736.000, 6,26 %.
    Tg La7 – ore 13:30 717.000, 4,26 % ore 20:00 1.448.000, 8,13 %.

    Fonte: www.tvblog.it

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    Postato da Osservatorio TG
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