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    19
    giu.
    2012

    La ricetta del Tg 5? Il mondo "salvato" dal gossip

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    signorini

    I Tg di martedì 19 giugno 2012 - Qualche indiscrezione sull’incontro Obama- Europa in extremis al G 20 messicano? I veri numeri sugli esodati? No. Lo scoop di Tg 5, la notizia che rivoluzionerà il nostro modo di pensare, è che il gossip fa bene. Chiamando in campo l’Università di Berkeley, ma soprattutto Alfonso Signorini di Chi e D’Agostino di Dagospia, il Tg diretto da Mimun contribuisce al diradarsi delle nubi e allo stagliarsi della pura verità:  il pettegolezzo, l’interesse morboso per vip e intrighi amorosi, financo la maldicenza – rincara D’Agostino – sono un’ottima medicina per la nostra società e, soprattutto d’estate, un integratore essenziale della nostra tenuta psichica. Tutto ciò consolerà abbondantemente milioni di cittadini in difficoltà e, come sentenzia Signorini chiudendo un servizio dall’indubbio alto valore giornalistico, non ci sono controindicazioni, perché un po’ di gossip ”non fa male a nessuno”.

    Di fronte a cotanta notizia, tutto il resto illanguidisce; l’intervento della Ministra Fornero è ripreso da tutti con un qual certo scetticismo, soprattutto le testate Mediaset incedono alla critica; Mentana – ma anche Tg 4 – ricordano la “boiata pazzesca” di fantozziana memoria per enfatizzare le dichiarazioni d’ambito confindustriale sulla riforma del lavoro. Marcello Masi, direttore del Tg2, si concede un rarissimo editoriale sull’impegno e la concordia nazionale necessari per superare le tante difficoltà del momento, che sembra la sintesi giornalistica di uno dei tanti appelli del Quirinale.

    Sulla vicenda Cda Rai ritorna solo TG La 7, segnalando le critiche di Di Pietro verso l’iniziativa di Bersani raccolta dalle associazioni della società civile: ci era sembrato che il leader dell’Idv qualche giorno fa si fosse espresso in maniera diversa. Nel commento abbiamo ascoltato su Rai e, più in generale, su alcune miserie – tra cui il gossip – dell’informazione televisiva Vittorio  Roidi, giornalista e scrittore, con la “mania” della deontologia professionale.

    Per il resto tanto calcio per tutti, con Cassano che al TG 5 confessa di aver capito solo ora  la differenza tra l’uso del termine “froci”  rispetto a “gay”, e Balotelli che ha dato un calcio ben assestato al pallone e alle critiche che da sempre lo accompagnano: servizio comprensivo e benevolo di Tg la 7.

    Luca Fargione


    Il Commento di Vittorio Roidi, giornalista  e scrittore
    (Intervista di Alberto Baldazzi)

    Vittorio Roidi, nei giorni scorsi abbiamo notato segnali assolutamente opposti: questo sommovimento intorno e all’ interno del CDA della Rai – fatto considerato positivo quasi da tutti –,  ma anche – proprio ieri – una costante: le vicende giudiziarie che hanno riguardato l’ex Presidente del Consiglio Berlusconi, su TG 1 e Tg Mediaset non  sono comparsi. Due fatti molto lontani tra di loro, ma solo apparentemente

    “ Diciamo che le possiamo considerare due malattie, due questioni della Rai, della più grande azienda editoriale italiana. Qualcuno sembra ricordarsi della necessità d’indipendenza del CDA della Rai. E’ sicuramente positivo che il Pd dica di non voler partecipare alla spartizione, anche se poi si arriva a questa curiosa decisione di scegliere due persone eccellenti ma che non hanno a che fare nulla con la Rai, l’informazione e il servizio pubblico, il che è un po’ singolare. Poi c’è l’altra faccenda, quella che possiamo considerare una “ vecchia malattia”… Oddio, ognuno può considerare notizie quello che crede, quindi se un processo a Berlusconi per frode fiscale viene considerato una non-notizia da qualche nostro collega di un’importante giornale non lo possiamo giudicare, faccia il giornale come crede. Diverso , però, è quando si parla  di servizio pubblico. Allora il punto è sempre lo stesso:  la Rai è servizio pubblico? Per ora sì, lo dice la legge. Allora il servizio pubblico le notizie non se le può dimenticare, né può scegliere quelle che piacciono solo a un determinato  direttore, oppure ad un altro.”

    Tu ti sei occupato molto anche di deontologia …

    “Continua ad essere il mio pallino, anche se credo che il mondo si stia allontanando dalla deontologia invece che avvicinarvisi …”

    Passiamo ora all’altra metà del cielo ed ai Tg Mediaset: è compatibile con il mestiere del giornalista censurare rigorosamente fatti e notizie – che sono notizie e fatti per tutti gli altri, ma non per le testate il cui proprietario è un certo signor B? Da un punto di vista deontologico siamo mai arrivati a questo punto, che oramai è comunque la regola? Perché anche il processo Ruby è appena presente sulle testate Mediaset …

    “Guarda, mi devi perdonare se  rischio di assumere un tono accademico. Noi abbiamo una grande ambiguità: il nostro giornalismo,  è ambiguo di per sè. L’ambiguità del giornalismo italiano è che il giornalista deve dire la verità -  lo dice la legge -  ma si accetta che vengano iscritti all’albo giornalisti che si occupano di tutt’altro, come dell’universo del gossip; molto spesso scopriamo che le loro sono pure invenzioni… Oppure assistiamo ad  un giornalismo politico fortemente fazioso. L’ambiguità sta nel fatto che l’ordine, creato dalla legge per imporre una deontologia, non può mettersi a sindacare ogni giorno il singolo giornale e la singola rubrica per vedere se rispetta “l’agenda setting” (come la chiamano gli specialisti)  o la scaletta delle notizie di oggi, o se invece ne lascia  fuori qualcuna che non gli piace.  La faziosità nel giornalismo italiano è tollerata, anzi fa parte della sua natura. Se non si chiariscono questi punti saremo sempre una categoria molto faziosa. Alcuni giornalisti cercano la verità, e ce ne sono tanti; altri invece non ci pensano proprio: servono un padrone. Si tratta solo di determinare, momento per momento, chi sia  il padrone”.

    Dati auditel dei TG di lunedì 18 giugno

    Tg1 - ore 13:30 3.340.000 19.30% ore 20:00 5.110.000 26.54%.
    Tg2 - ore 13:00 3.171.000 20.04% ore 20:30 996.000 3.90%.
    Tg3 - ore 14:30 1.757.000 11.54% ore 19:00 2.114.000 16.64%.
    Tg5 - ore 13:00 3.275.000 20.39% ore 20:00 2.927.000 14.49%.
    Studio Aperto - ore 12:25 2.705.000 21.56% ore 18:30 1.110.000 11.48%.
    Tg4 - ore 11:30 532.000 8.45% ore 19:00 774.000 6.13%.
    Tg La7 - ore 13:30 685.000 3.96% ore 20:00 1.433.000 7.08%.

    Fonte:www.tvblog.it

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    Postato da Osservatorio TG
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