• Biografia
  • rubriche
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > Osservatorio TG > Pochi applausi per il Nobel alla UE
    10
    dic.
    2012

    Pochi applausi per il Nobel alla UE

    Condividi su:   Stampa
    caporetto-1

    I Tg di lunedì 10 dicembre - Checchè se ne pensi, il Nobel per la Pace all’Unione Europea avrebbe forse meritato una qualche attenzione, oltre quella dedicata al Monti dimissionario e agli altri leader europei “preoccupati” nell’incontro di Oslo. Celebrare 65 anni di relativa pace (stendendo un velo pietoso sui Balcani) non sarebbe stato male. Qualche Tg avrebbe potuto ricordare che tra I° e II° Guerra mondiale il Vecchio Continente ha fatto 70 milioni di morti …

    CLICCA QUI PER LEGGERE L’OSSERVATORIO INTEGRALE

     

    Postato da Osservatorio TG
     commenti
    Commenti
    1
    Lascia un commento
    Suchert .
    11/12/2012 alle 10:33
    L’Europa si trova ad un incrocio importante della sua storia; di quelli capaci di influenzare il suo destino per secoli. Abbiamo, come continente, qualche grado di libertà in più rispetto al passato, accompagnati però da più responsabilità e dalla coscienza di dover pagare in prima persona i nostri errori. Di che obbligarci a tornare ad occuparci della nostra politica estera; anzi, ad averne una. Non necessariamente molto diversa da quella seguita fino ad oggi dai nostri singoli paesi, ma perseguita per libera scelta. Senza più debiti, anche se con la debita riconoscenza. Quale dovrebbe essere il suo obiettivo fondamentale? Perché siamo un continente marittimo e trasformatore di materie prime, anche la ragione direbbe il mantenimento della pace. Non bastasse quello, abbiamo nella carne un tale ricordo della guerra da considerare un conflitto come un’opzione disperata. Da questo punto di vista, corriamo un rischio. I testimoni, quelli che hanno visto con i propri occhi l’ultima guerra europea, sono ormai sempre meno. Un bombardamento aereo, la ritirata di Russia o le atrocità della guerra fratricida dopo l’otto settembre in Italia, raccontati dalla loro voce non avevano nulla di cinematografico, ma si riducevano ad un nocciolo di paura e dolore. E così sono entrati anche nelle coscienze degli europei delle generazioni successive alla loro. Dobbiamo trovare un modo per trasmettere questo ai giovani, se non vogliamo che finiscano per mettersi nei guai. Abbiamo sangue caldo, noi europei, e questo, se ci ha permesso di dominare il mondo, domani potrebbe portarci a distruggerlo. O almeno a distruggere completamente noi stessi. Essere europeista non è neppure una scelta, da questo punto di vista; è un obbligo per chi conservi memoria del nostro passato e per il futuro del nostro continente voglia, prima di qualunque altra cosa, la pace.

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook