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    Ritratto di un artista da vecchio   Lo so, giacché ho appena ricordato qui Daniele Formica qualcuno sarà tentato di darmi del “becchino elettronico” se subito ricordo un’altra persona appena scomparsa, domenica. Corro volentieri (e purtroppo) questo rischio se la persona è stata e sarà nel ricordo una persona a tutto tondo, la maschera dietro cui c’era davvero soltanto lui e tutti i bambini e i genitori con cui ha avuto a...
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    Ritratto di un artista da giovane Nell’estate del 1988 ero in Irlanda e acquistai nel centro di Dublino un cappotto di tweed, molto serio e molto allegro. Era allegra la stoffa, e una picchiettatura di lana di vari colori che si affacciava nella trama grigia e seria del tweed. Quando me lo vide addosso a Roma, Daniele mi chiese subito da dove venisse. Da Dublino, risposi. Anch’io, fece lui, assai serio...
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    di Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano 2 febbraio 2011 Se qualcuno oggi in Italia parlasse di “fine d’epoca” credo che tutti o quasi andrebbero con il pensiero al Caimano che si dibatte ormai senz’acqua, al fango delle intercettazioni, alla sua situazione giudiziaria incombente. Nel frattempo però brucia l’Africa araba, e il massimo dello sforzo per associare le idee forse non va oltre alla grottesca storia di Ruby “nipote di Mubarak”, la cui...
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    Cominciamo dalla fine: della mia ultima rubrica. Cioè dal sonetto che Internet attribuisce al Belli, qualche commentatore a Trilussa e forse l’intuito a una simpatica e simpatetica mano apocrifa, con prevalenza della terza ipotesi. Il punto è che da un lato si inventa poco e niente, e a storicizzare non si sbaglia mai, e dall’altro che il sonetto è perfetto per fotografare la situazione odierna in romanesco, la quale peggiora...
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    La prostituzione italiana tra Gioacchino Belli e Silvio Berlusconi I giornali italiani aggiungono quotidianamente a modo loro qualche tessera al mosaico di “Ruby, la nipote di Mubarak” (mentre in Egitto se la stanno vedendo brutta anche senza considerare che la Tizia sarebbe marocchina…): dico a modo loro perché secondo schieramento e “sete di verità” danno notizie, le “sparano”, le manipolano, le omettono. I giornali stranieri, a partire dai più prestigiosi...
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    di Oliviero Beha per Il Fatto Quotidiano del 26 gennaio 2011Ora che ha vinto le primarie alla pummarola, Cozzolino respinge accuse e sospetti: sono tutti invidiosi della sua vittoria, i voti li ha presi lui, il Pd rialza la testa. Può essere. Ma l’idea del voto che sostiene e giustifica la democrazia comincia a darmi il mal di capo. Non lo ripete forse tutti i giorni il simpatico Caimano dionisiaco...
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    E’ buona regola verificare se la teoria si applica alla pratica, perché pensieri e parole non siano vuoti. Almeno ogni tanto. Per esempio da tempo vado scrivendo che questo Paese vive come recitando una parte che non gli compete, o che non conosce del tutto, o che gli è piovuta dall’alto, insomma non autentica. E’ la questione dell’identità perduta, degli italiani che non sanno che cosa significhi ormai l’italianità anche...
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    Venerdì i funerali di Stato per il caporalmaggiore Luca Sanna, il militare italiano ucciso in Afghanistan. E’ il numero 36 dall’inizio della “missione di pace” in quel Paese dopo l’attentato dell’11 settembre. Mi ha colpito che non tutti i giornali abbiano dato due giorni fa alla notizia ferale la maggiore evidenza in prima pagina: molti hanno preferito una titolazione cubitale sul caso Berlusconi/festini/Arcore ecc. Non ne faccio una questione di...
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    Nel corso del 2010 per ben due volte – e al netto di Berlusconi in prima persona – venne evocata Tangentopoli. In primavera, a proposito della famosa casa di Scajola “a sua insaputa” dopo lo scandalo “Balducci/cricca/terremoto”, e di quello che ne seguì, e in estate ai margini della P3 o nuova P2 come fu chiamato il pasticcio di Verdini e soci. Mentre le Procure facevano il loro, mediaticamente e...
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    Dal Caimano alla sinistra in "rottamazione": povera Italia “Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono…”, cantava Giorgio Gaber nel suo ultimo disco, uscito postumo, nel 2003. E sì ci manca da otto anni quel Grande Italiano. E mi sento sempre di più come lui, mentre impazzano le notizie sul Premier a festeggiare degnamente i 150 anni dell’Unità d’Italia nel mondo. O anche solo a casa nostra. Qui...
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    Adesso che la Corte Costituzionale si è espressa sul “legittimo impedimento”, diamo un’occhiata al campo di battaglia. Soddisfazione a sinistra e tra i legalitari per la definizione d’incostituzionalità di quel pass-partout berlusconiano, una sorta di “la legge non è uguale per tutti” elevata a potenza dal famoso “scudo” per i vertici istituzionali. Incertezza nell’esercito della maggioranza: da un lato poteva andare peggio e la Consulta cassare tutto, dall’altro poteva andare meglio:...
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    Pubblicato sul Fatto Quotidiano del 12 gennaio 2011 Si attende con ansia (con ansia?) la decisione della Consulta, che a buona ragione in molti tra gli addetti ai lavori prevedono “cerchiobottista” (neologismo stagionale al momento in sonno). Ma il “legittimo impedimento” di cui si sentenzia e il “processo breve”, due denti acuminati nelle fauci del Caimano, che altro sono se non il frutto della polverizzazione della politica? Come effetto di essa...
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    Quante volte avete chiesto o sentito chiedere, in aereo o in treno, “un succo d’arancio”? E quante volte ci avete fatto caso? Come sarebbe, il succo di un albero, invece del succo di un frutto di quell’albero? Ma ovviamente va bene così, l’importante è che ci si capisca, anche se l’italiano viene depotenziato, ridotto, violentato, sodomizzato. La lingua, intendo … Ma non importa a nessuno, ed è un fenomeno che...
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    Diteci chi paga quei 7 milioni di euro Qualche tempo fa il Ministro Brunetta aveva avuto un’idea tutt’altro che trascurabile: per i programmi tv della Rai nei titoli di coda far scorrere anche i compensi dei singoli, conduttori, autori, ospiti, i costi di produzione, ecc. La cosa finì lì, perché da un lato sembrava una mossa del centrodestra, che governa la Rai dopo la vittoria elettorale come vuole il nostro splendido...
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    Nella rubrica della settimana scorsa intervenendo sulla “questione morale” applicata nello specifico all’Idv di Di Pietro, invitavo a sgomberare il campo dagli equivoci perlomeno terminologici. Da un pezzo nella politica non più politica ma comitato d’affari, nella stampa schierata a priori, nell’opinione pubblica corroborata dai cattivi esempi provenienti dalla classe dirigente, la questione s’era fatta “amorale”. Non più morale/immorale, dunque, ma una condizione diffusa in assenza di morale, di etica,...
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